Saldi invernali 2013, consigli antitruffa

Inserito in In evidenza, Notizie | Scritto venerdì, 04 gennaio 2013 | Autore Licia Falduzzi | Commenta per primo

Al via i saldi invernali ma anche le possibili truffe. Ecco come evitarle

Eccoli puntuali e attesissimi come ogni anno. I saldi invernali sono arrivati e si effettueranno in un determinato periodo di tempo, diverso da regione a regione.

Secondo la Confcommercio, quest’anno ogni famiglia spenderà in media 359 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento ed accessori, per  un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro.

Attenzione però a non farsi prendere dalla frenesia degli acquisti: i capi devono sempre essere scelti con oculatezza e sarebbe bene evitare le spese superflue e non necessarie e servirsi nei negozi di fiducia.  Ricordate, inoltre, che, per legge, la merce in saldo deve essere di stagione e non un avanzo di magazzino.

L’Aduc ha stilato un utilissimo decalogo, con una serie di accorgimenti – da adottare prima, durante e dopo l’acquisto – che possono aiutare l’acquirente a non prendere “fregature”.

Prima dell’acquisto

  • Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.

Durante l’acquisto (prezzi, pagamenti, qualità)

  • Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perché il negozio a cento metri più in là vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
  • Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sé e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie;
  • Ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”;
  • Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perché siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’Istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante;
  • Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale;
  • I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si è portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
  • Essere pignoli. Di un capo verificare se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
  • Diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato.

Dopo (e durante) l’acquisto

  • Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, è solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non c’è un diritto del consumatore.

In Basilicata, Campania e Sicilia i saldi sono già iniziati il 2 gennaio, mentre nelle altre regioni partiranno il 5 gennaio (ad eccezione della provincia di Trento), secondo il seguente calendario:

  • Basilicata: 2 gennaio – 2 marzo
  • Campania: 2 gennaio – 31 marzo
  • Sicilia: 2 gennaio – 15 marzo
  • Abruzzo: 5 gennaio – 3 marzo
  • Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Emilia Romagna: 5 gennaio per 60 giorni
  • Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio – 31 marzo
  • Lazio: 5 gennaio – 15 febbraio
  • Liguria: 5 gennaio per 45 giorni
  • Lombardia: 5 gennaio per 60 giorni
  • Marche: 5 gennaio – 1 marzo
  • Molise: 5 gennaio per 60 giorni
  • Piemonte: 5 gennaio per 8 settimane
  • Puglia: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Sardegna: 5 gennaio per 60 giorni
  • Toscana: 5 gennaio per 60 giorni
  • Umbria: 5 gennaio per 60 giorni
  • Valle d’Aosta: 5 gennaio – 31 marzo
  • Veneto: 5 gennaio – 28 febbraio
  • Bolzano (provincia): 5 gennaio – 16 febbraio
  • Trento (provincia): i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi

Buoni saldi a tutti!


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