Mangiare pesce e rispettare l’ambiente: pesca sostenibile

Inserito in Casa, Ecologia e ambiente, Economia domestica, In evidenza | Scritto mercoledì, 04 luglio 2012 | Autore Licia Falduzzi | 2 Commenti

Saper scegliere il pesce

Ricco di sostanze nutritive utili per la crescita dei bambini e alimento importante anche nella dieta degli adulti, il pesce dovrebbe essere presente sulle nostre tavole due o tre volte la settimana.

È un prodotto che richiede una scelta adeguata che non sempre è facile. Quali accorgimenti adottare allora?

Innanzitutto dovremmo optare per un pescivendolo di fiducia, che oltre a venderci un prodotto fresco sia anche disponibile a fornirci tutte le informazioni utili per un acquisto consapevole, oltre a quelle che per legge devono essere riportare sull’etichetta: il nome commerciale del pesce, il metodo di produzione (se pescato o di allevamento), la zona di produzione, la data di cattura (o di raccolta per i prodotti di allevamento) e se si tratta di prodotto fresco o surgelato.

L’acquisto del pesce, però, dovrebbe anche rispettare, da parte nostra, certe regole di sostenibilità ambientale.

È bene sapere che i pesci non crescono tutti alla stessa velocità, alcuni lo fanno più rapidamente, altri hanno bisogno di tanto tempo per raggiungere l’età adulta.

È per questo che nell’acquisto del pesce è giusto preferire i pesci che crescono più velocemente, perché in questo modo non spazziamo via anni e anni di vita; inoltre, i pesci più grossi e longevi accumulano una maggiore quantità di sostanze tossiche presenti in mare.

E ancora, se scegliamo un pesce d’allevamento accertiamoci che questo non sia intensivo.

Questo tipo di allevamento si fa in mare aperto, mediante grosse gabbie galleggianti, con pesci trattati preventivamente con antibiotici e alimentati con diete artificiali, i cui elementi alterano gli ecosistemi circostanti.

Bisogna anche informarsi su quali sono le specie a rischio di estinzione e, naturalmente, non acquistarle.

Territorialità e stagionalità sono, poi, due fattori di cui tener sempre conto quando si acquista il pesce.

Comprare il pesce di stagione permette non solo alle varie specie di riprodursi secondo i propri tempi, ma anche di risparmiare.

Anche la scelta di pesci negletti (cioè quelli poco conosciuti ma non per questo poco saporiti), come l’aguglia, lo sgombro, la palamita, il pagello, il pesce serra, il cicerello etc., permette di fare gli affari migliori e di alleviare la pressione sulla pesca di quei pesci, come il tonno o il salmone, troppo richiesti dal mercato e che, insieme al pesce spada, ai bianchetti, ai datteri di mare e ai gamberi tropicali allevati, sono inseriti in una black list di pesci che non bisognerebbe mai comprare, perché a rischio di estinzione, in quanto pescati o allevati in modo non sostenibile.

Ricordiamoci anche che, per legge, è vietato pescare e commercializzare pesci al di sotto di una misura minima. Ad esempio, sogliole inferiori ai 20 cm non potrebbero essere vendute, come pure sardine sotto gli 11 cm o naselli più piccoli di 20 cm.  In questo modo si proteggono le risorse ittiche perché non si ostacola la riproduzione e si preserva l’equilibrio della catena.

La Commissione europea, con lo scopo di sensibilizzare l’intera comunità, ha promosso la campagna “Come scegli il pesce che acquisti”. Obiettivo è la promozione di una pesca sostenibile. “Tutti dobbiamo fare la nostra parte: insieme possiamo contribuire a far ripopolare il mare di pesci”.
Nel sito messo a disposizione dalla Commissione europea si possono  trovare tutte le informazioni relative alla riforma della politica della pesca e a tutto quello che si può fare per una pesca sostenibile.

 

(Molte delle informazioni inserite in questo articolo sono tratte dalla rivista “Più Salute” di PROFAR)


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