Estate: bufale e rimedi della nonna, i miti da sfatare

Inserito in Mondo Donna, Viaggi e vacanze | Scritto lunedì, 02 luglio 2012 | Autore Maria Corbisiero | 2 Commenti

Come sfatare il mito dei rimedi della nonna, in particolar modo quelli legati all'estate

 

Estate  

Quanti di noi sono cresciuti con le vecchie credenze dettate dagli anziani o dai luoghi comuni?

Chi non è capace di citare almeno uno dei “rimedi della nonna”?

Anche il periodo estivo è accompagnato da questi “miti”, seguiti rigorosamente da molti, anche se non sempre si sono verificati efficaci o valevoli.

Ad autenticarne la veridicità o a smentirne la reale efficacia ci hanno pensato due pediatri dell’University School of Medicine dell’Indiana.

Rachel C. Vreeman e Aaron E. Carroll, questi i nome dei due dottori, hanno ben pensato di studiare a fondo molte di queste abitudini, non solo quelle estive, tramandate di padre in figlio, in modo tale da poterle smascherare e dichiararle come delle vere e proprie “bufale”:

“È giusto che le persone si chiedano il perché quando qualcuno afferma che non si deve fare qualcosa, anche se a sostenerlo è un medico o un genitore. Sono molti i finti avvertimenti diffusi tra i ragazzi che praticano il nuoto. Il nostro lavoro è stato quello di scavare in questi miti”.

Le varie scoperte effettuate sono state poi esposte attraverso un intervista rilasciata dagli stessi studiosi al quotidiano americano “Washington Post”. Ve ne riassumiamo alcune.

Pulire le punture di medusa con l’urina. Questo rimedio della nonna è conosciuto come uno dei più errati da seguire. Condannato da molti dottori, è una procedura che non reca alcun giovamento alla ferita, anzi può addirittura peggiorarne la situazione, in quanto il Ph dell’urina accelerare il gonfiore e il rilascio del veleno nella ferita.

Mangiare i semi di anguria fa male. Stando ai due pediatri non c’è niente di più sbagliato. I semi di anguria infatti vengono totalmente ignorati dal nostro organismo che “scivolano” via dal nostro intestino senza necessariamente recare danni. I due medici inoltre tengono a precisare che in paesi quali la Cina e la Nigeria questi piccoli semi vengono consumati regolarmente nei pasti comuni.

Fare il bagno dopo aver mangiato è causa di annegamento. Argomento alquanto controverso e trattato in modo diversificato da vari dottori e specialisti, trova un unico comune denominatore nel fatto che si consiglia di fare il bagno dopo pranzo in un luogo il più vicino possibile alla riva ed allontanarsi se si avverte disagio (crampi, freddo eccessivo, etc.). Per quel che riguarda l’annegamento, esso può derivare dall’eccessiva differenza di temperatura esistente tra l’aria e l’acqua; una differenza che, se troppo forte, può causare malore, svenimento e successivo annegamento.

Tutti concordi inoltre sul fatto che è poco opportuno effettuare un bagno quando si è effettuato un pasto abbondante e ricco. Quando si è in spiaggia, e non si vuol quindi rinunciare al piacere di tuffarsi in acqua, è sempre meglio consumare pasti leggeri e freschi a base di frutta e verdura.

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