Abbronzatura e protezione solare, rischio melanomi

Inserito in Salute e Psicologia | Scritto martedì, 12 giugno 2012 | Autore Simona Garbagnati | 2 Commenti

Bagni di sole senza protezione? Rischio melanomi.

La primavera quest’anno ci ha regalato un programma meteo altalenante: pochi week end di caldo sole e cielo terso e qualcuno di troppo accompagnato ad acquazzoni.

Prima o poi arriverà l’estate, siamo ormai in dirittura d’arrivo, nella speranza porti finalmente un tempo stabilmente estivo.

Nei week end le città cominciano a svuotarsi in favore di una migrazione verso mete fuori porta, con preferenza per quelle di mare.

Ci si organizza alla bell’e meglio, cercando di sfruttare il poco tempo a disposizione… ahimè anche per la tanto amata tintarella.

L’abbronzatura a tutti i costi, impone per i pendolari marittimi, estenuanti sedute sotto il sole, al fine di catturare quanti più raggi possibili per ottenere la tanto ambita tintarella da sfoggiare al ritorno in città.

Si tratta di un comportamento scriteriato che non tiene presente le giuste regole di protezione e salute quando ci si sottopone a bagni di sole.

Dimentichi di quanto il sole possa essere nocivo, i patiti dell’abbronzatura ad oltranza, non si sottraggono al sole “delle 13″, programmando una giusta pausa nelle ore centrali e più calde (ma anche nocive) della giornata, anzi accolgono la possibilità di abbandonarsi al sole “più forte”, contenti di incamerare quanta più luce e calore sia possibile.

Nelle ore hot della giornata, che cambiano a seconda della collocazione attuale del calendario dell’estate, quelle centrali, i raggi del sole colpiscono più perpendicolarmente la terra, come conseguenza si avrà una maggiore intensità. Il rischio scottature è altissimo, la pelle è sottoposta ad un notevole stress dato dalla necessità di produrre e attivare melanina che pigmenti l’epidermide per proteggere la pelle, ovvero abbronzandola, e allo stesso tempo viene disidratata dalla concentrazione di calore derivante dall’esposizione solare protratta nel tempo.

E’ inoltre disarmante pensare che tanti candidati all’abbronzatura pensano di favorirla “dimenticandosi” di applicare sulla pelle una giusta protezione che preserva il corpo da facili scottature.

La pelle senza protezione è maggiormente esposta alle radiazioni nocive del sole, nonché alle scottature.

Tale comportamento scorretto, assolutamente da evitare, non può che condurre ad una preparazione del terreno per un’eventuale insorgenza del tumore della pelle noto col nome di melanoma.

A richiamare l’attenzione sul fattore rischio derivante dall’esposizione solare indiscriminata sono proprio gli oncologi che lanciano un S.O.S. dal Congresso della Società’ americana di oncologia clinica (Asco) dove riportano dati preoccupanti: l’aumento dei casi di melanoma in 10 anni è salito del 30%.

Sul banco degli imputati sono gli irriducibili dell’abbronzatura ma anche i genitori che da una parte tengono un comportamento corretto proteggendo a norma i figli, con creme protettive adeguate ed abbigliamento richiesto dall’occasione (cappello, occhiali, eventuale maglietta), dall’altro perpetuano un atteggiamento superficiale verso se stessi.

Molto ligi al dovere di proteggere i figli, non applicano le stesse regole verso se stessi.

Uno studio recente francese, condotto su 1500 persone, evidenzia che il 50% dei genitori non attua i consigli che impone ai propri figli. L’87% dei genitori ha applicato la protezione sulla pelle dei figli, ma appena il 44% ne fa uso sulla propria persona. Il 50% fa indossare ai figli il cappello ma solo il 23% degli adulti lo indossa.

Il melanoma colpisce 200mila persone all’anno in tutto il globo, di questi 7mila sono italiani. La prevenzione gioca un importante ruolo, un’esposizione controllata al sole e la mappatura dei nei, diminuiscono esponenzialmente i rischi dell’insorgenza del melanoma.

Dunque ricordatevi… il sole è bello, ma se lo ami ti proteggi!


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