Amore Platonico e Eros nella Coppia

Inserito in Coppia, In evidenza | Scritto martedì, 01 marzo 2016 | Autore Giuseppe Gagliano | Commenta per primo

Quanto eros e quanto amore platonico ci devono essere in un rapporto di coppia che funziona?

Nella coppia quanto conta la parte platonica e quanto la parte dell’eros? L’Eros, più che importante, è fondamentale nel rapporto di coppia però deve presupporre un percorso, per certi versi, obbligato, in modo da mettere delle basi inattaccabili nell’amore platonico.

Importanza dell’Eros nella coppia

amore platonico e eros nella coppia

I greci distinguevano diversi tipi di amore tra i quali ne distinguiamo ancora oggi, fondamentalmente, due e cioè l’Eros in contrapposizione all’Agape.
La differenza sostanziale è che l’Eros è quel tipo di amore nel quale si tende ad esprimere tutto il proprio essere fisico o spirituale per essere graditi all’altro e nel quale si adottano tutte quelle strategie di seduzione che di ritorno hanno la soddisfazione personale. Se, infatti si è consapevoli di piacere all’altro se ne ricava un piacere a propria volta.
Nell’Agape il concetto è nettamente diverso se non contrario e cioè si ricercano tutte quelle cose che all’altro fanno piacere a costo dell’abnegazione e cioè di scomparire, pur di non dare un dispiacere, anche non usufruendo di alcun ritorno.

D’altra parte Platone ha descritto l’esigenza di un’ulteriore tipo di amore e cioè quello contemplativo che da lui ha preso il nome.
Ma queste diciture o osservazioni le hanno, forse, inventate gli antichi greci creando i codici affettivi nomenclati poi successivamente da Freud? Nient’affatto.
L’amore è sempre esistito e, solitamente, viene manifestato attraverso tutte le componenti senza distinzione, seppure in misura diversa e in combinazioni personali. Proprio come una danza che alterna i passi di due ballerini per non incrociarsi i piedi.

amore platonico e eros nella coppia

Cerchiamo di capire, adesso, proprio queste combinazioni. Quanto Amore platonico, Eros e Agape devono esserci in una coppia?

Sicuramente si parte sempre da un amore Platonico nel quale l’ammirazione e tutte le manifestazioni amorose sono dirette alla contemplazione che spesso lascia dei residui ma che può rimanere in larga misura anche in un rapporto più maturo.

Diciamo che l’amore Platonico se non si ferma al primo approccio deve essere accompagnato, necessariamente, da tutto il corredo di manifestazioni amorose e, se così non fosse, si assisterebbe a un rapporto di coppia malato o, quanto meno, incompleto.

In un secondo momento per l’uomo subentra la necessità dell’amore “Eros” che si abbina perfettamente all’amore “Agape” manifestato della donna ma questo non è tassativo e potrebbe essere esattamente il contrario.
I tempi della galanteria a tutti i costi e dei ruoli codificati per genere sono lontani e si assiste spesso a ruoli invertiti nei quali il maschio è più remissivo della femmina oppure che lei sia, addirittura, dominante e tutto ciò non presuppone lo sfascio della coppia come, un tempo, si pensava ma un adeguamento del menage familiare che così nasce e cresce armonicamente anche se deve fare i conti con pregiudizi, a volte, indiscreti.

Successivamente si pianifica il rapporto facendo uno scambio delle prerogative nelle quali l’uomo riscopre la necessità di dare, in funzione della crescita del fattore affettivo, mentre la donna riscopre in sé le esigenze della propria femminilità e si predispone alle proprie soddisfazioni.

Questo non significa che i primi approcci o le prime esigenze siano escluse dalle successive ma tutte vanno a completare un quadro amoroso nel quale sono necessari i diversi fattori che compongono l’amore.

Abbiamo osservato come gli atteggiamenti siano alterni e si completino di volta in volta ma cosa succede se entrambi gli elementi della coppia partono dagli stessi presupposti?

amore platonico e eros nella coppia

Quando Eros e Agape si scontrano

Poniamo il caso che dopo l’approccio puramente platonico, ognuno dei due si comporti alla stessa maniera: potremmo assistere ad una manifestazione omologa nella quale ognuno dei due cerca di prendere più che dare. In questo rapporto non esiste nessuno dei due disposto a donarsi ma ognuno prende. Da che cosa o, per meglio dire, da chi prende ognuno se nessuno mette a disposizione qualcosa?

Chiaramente questo è un amore egoistico che difficilmente arriva alla seconda parte. Difficilmente, infatti, ognuno impara a donarsi dall’altro proprio perché nessuno si era donato prima.

Se, al contrario, un rapporto di coppia è fondato esclusivamente sulla donazione, tale rapporto ne risulta disastroso. Nel primo caso l’amore era esclusivamente erotico per cui si dava per ottenere piacere mentre adesso si dà per pura abnegazione e non si riesce a capire cosa l’altro stia percependo proprio perché non esiste chi riceve ma solo chi dona.

Si spiega così come questo tipo di approccio sia già complicato in partenza e se l’amore di tipo erotico ha un destino poco duraturo, quello atto all’abnegazione diviene presto un dialogo di annullamento reciproco, quindi distruttivo del rapporto di coppia perché ne risulta un doppio monologo.

A tal proposito, mi piace paragonare un rapporto amoroso di coppia ad un dialogo nel quale la discussione è alimentata e procede da uno che parla e l’altro che ascolta ma dove il secondo ha la possibilità di replica nel momento che il primo si pone in ascolto.
Il dialogo non è fatto solo di parole perché la coppia esiste per eliminare le diversità, trovando completezza nella reciprocità, con la funzione di lasciare inalterata la propria individualità nella quale ognuno dei due cerca le risorse per creare nuovi stimoli di dialogo.


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