Primi rapporti sessuali: i figli adolescenti possono fare sesso in casa?

Inserito in figli adolescenti, In evidenza, Maternità | Scritto giovedì, 31 maggio 2012 | Autore Federica Federico | 2 Commenti

Primi rapporti sessuali dei figli adolescenti: è giusto mettere a disposizione dei giovani amanti la casa di mamma e papà?

Primi rapporti sessuali adolescenti 

Nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo

(Friederich Nietzsche)

Il sesso è uno dei molteplici volti dell’essere; l’amore fisico è espressione delle pulsioni dell’animo oltre che del corpo; la sessualità, consentendo la nascita di nuove creature, rappresenta il più alto incontro tra i due esseri costituenti del mondo: l’uomo e la donna. Sesso è vita, è ricerca del piacere e del bello, è prosecuzione e crescita.

Più è sereno l’approccio al sesso maggiore è il beneficio che l’individuo trae dall’amore.

Il rapporto col sesso, quello proprio e quello espresso o esprimibile nel rapporto di coppia, dipende in larga misura dal contesto familiare in cui si nasce e si cresce.

Sono i genitori ad insegnare il sesso e adempiono a tale difficile compito persino quando scelgono di tacere, omettere o negare. L’esempio che mamma e papà offrono, come individui e come coppia, incide su molte “scelte sessuali” dei figli.

Quando un figlio arriva a fare sesso vuol dire che sta crescendo e la crescita di un adolescente, per quanto difficile da orientare, va considerata, non va negata e andrebbe sempre osservata e seguita.

  • <<La mia bambina \ il mio bambino si è innamorata \ innamorato e fa sesso>>.

L’approdo del figlio sul pianeta sesso è per il genitore un momento difficile, tal volta definirlo un fatto traumatico non è esagerato. Spesso il genitore rifiuta e\o allontana l’idea che il proprio bambino o la propria bambina possano avere rapporti sessuali completi.

L’apertura al sesso rende innegabile l’ingresso del giovane nella piena adolescenza, dimostra il completo raggiungimento della propria consapevolezza fisica, attesta il distacco emotivo dai genitori, impone una ridefinizione dei rapporti tra genitori e figli.

Il sesso è un passo in più verso l’età adulta, la maturità e la crescita. In questo senso il  ragazzo o la ragazza che fanno sesso sono un pochino più vicini ai genitori.

La sensazione di “potere” che accompagna le prime esperienze sessuali sovente inganna e tradisce l’adolescente:

il giovane, per il solo fatto di avere approcciato al sesso, facilmente potrebbe considerarsi completamente cresciuto, erroneamente potrebbe avvertire la sensazione di aver raggiunto la più completa maturità e pretendere, quindi, la più piena autonomia.

Non di rado l’adolescente che vive le sue prime esperienze di sesso si compiace oltremodo di sé stesso e confonde la maggiore vicinanza al mondo adulto con una emancipazione ed una maturità che restano ancora ben lontane.

Il ruolo dei genitori è ancora una volta fondamentale:

è indispensabile prendere atto della crescita di un adolescente, è necessario accettare in modo manifesto (cioè reale, fattivo e oggettivo) che una evoluzione è avvenuta nell’individuo figlio ed è opportuno creare una complicità che sottolinei la rinnovata vicinanza ma non alteri gli equilibri genitore – figlio.

Posto che non si proteggono i figli negandone la crescita, è chiaro che non è pensabile che un figlio adolescente non abbia o non possa avere una sua vita sessuale.

  • <<Qual è l’età del sesso? Quando mi devo aspettare che mia figlia e\o mio figlio perda la sua verginità?>>

L’AIED Associazione Italiana per l’Educazione Demografica stima che i giovani italiani giungano alla consumazione del primo rapporto sessuale mediamente all’età di 16 anni (le donne sono leggermente più precoci dei maschi: le prime generalmente fanno sesso già tra i 15 e i 16 anni, gli uomini consumano il primo rapporto completo tra i 16 ed i 17 anni).

La Sigo – Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia – ha “esplorato i luoghi del sesso” e si è chiesta dove facciano l’amore per la prima volta i giovani italiani.

Il dato logistico non è trascurabile, esistono posti ad alto rischio: i luoghi aperti e le autovetture lo sono. Di contro esistono posti molto sicuri: nelle nostre case i genitori possono rappresentare il solo pericolo a cui si espongono due giovani amanti impacciati, insicuri e un po’ “clandestini”.

Stando alle risultanze delle indagini della Sigo il 31% delle ragazze consuma la sua prima volta a casa di lui; il 26% lo fa a casa propria; il 19% affronta la prima esperienza sessuale nell’abitacolo di un’autovettura; l’11% si azzarda a fare l’amore all’aperto (la spiaggia sarà pure romantica ma certamente non è sicura); il 10% perde la verginità a scuola.

  • <<E’ necessario che affronti con mio figlio \ figlia discorsi di sesso? Devo scendere nei dettagli?>>

Il sesso è bello, fa bene, è naturale e non è peccato ma … ed il ma è imponente e duro … la pratica sessuale espone sempre a dei rischi.   I giovani che approcciano presto al sesso hanno ben chiari i rischi che l’attività sessuale può portare con sé?

In merito al rapporto tra giovani e sesso protetto o sicuro, la Sigo rende noti dati per nulla rassicuranti:

– 4 ragazzi su 10 consumano il primo rapporto sessuale senza alcuna protezione;

– il 20% dei giovani sessualmente attivi previene una gravidanza indesiderata con il coito interrotto;

– il 17% non usa alcuna precauzione, non ponendosi in nessun modo né il problema delle gravidanze indesiderate, né quello delle malattie sessualmente trasmissibili.

Considerati questi dati è quantomeno auspicabile un potenziamento del dialogo sul sesso all’interno dei nuclei familiari. Educare i figli ad una consapevole pratica del sesso equivale a rafforzarne l’autostima incitandoli a preservare se stessi, la propria salute e la personale integrità fisica.

  • <<Mio figlio \ Mia figlia vogliono ospitare la fidanzata \il fidanzato per la notte. Come genitore posso acconsentire, pur sapendo che il loro scopo è fare sesso in casa mia, o questa è una libertà eccessiva che è preferibile non concedere?>>

Dare ad un figlio la facoltà di fare sesso nella casa familiare è una scelta complessa e non scevra da implicazioni sentimentali.

Certamente l’auto, le camere fittate in posti tanto economici quanto “avventurosi”, le spiagge ed ogni luogo aperto rappresentano tutte situazioni potenzialmente a rischio. In casa, invece, i giovani si amano senza rischi estrinseci.

Tuttavia concedere ai propri figli la loro stanza per fare l’amore anche mentre i genitori sono presenti in casa può essere fastidioso ed imbarazzante. Per di più la concessione al figlio di una libertà estrema potrebbe determinare una confusione di ruoli e una contrapposizione di intenti forte e stridente, persino capace di originare scontri e divergenze.

È diverso lasciare ai figli “campo libero”, affidargli la casa mentre mamma e papà sono fuori per una serata a teatro, una gita fuori porta o un pomeriggio al centro commerciale. Lasciare ai figli la disponibilità della casa significa renderli autonomi dai genitori e contemporaneamente liberi da ogni imbarazzo. Significa persino riconoscere al figlio l’appartenenza della casa come luogo della famiglia ma senza contravvenire alle regole e nel rispetto degli altrui sentimenti.

C’è chi giura che le regole sono fatte per essere infrante e che è corretto da un punto di vista educativo anche lasciare ai figli un sano spazio per la trasgressione. Ecco che il moroso e la morosa possono essere graditi ospiti della famiglia pur non occupando “legittimamente” lo stesso letto del fidanzato o della fidanzata: in questo modo Paolo dorme nel suo letto e Maria, la fidanzata, in camera con la sorella di Paolo. È chiaro che durante la notte qualche “lenzuolo” si scoprirà per accogliere nuove passioni, ma ciò che conta è che al mattino i genitori ritrovino la calma apparente che avevano lasciato la sera prima. Queste “regole mobili” non sono finte, perbeniste o moraliste, né negano la crescita e l’autonomia dei giovani, rappresentano, piuttosto, un modo per non mettere genitori e figli sullo stesso piano, lasciando ai primi un giusto ruolo di direzione e controllo.


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