I Difetti delle Modelle, NON Imperfezioni ma Segni Distintivi

Inserito in In evidenza, Moda | Scritto venerdì, 12 giugno 2015 | Autore Alessandra Albanese | Commenta per primo

In passerella a sfilare non più top model anoressiche ma donne Imperfette, che hanno fatto della loro imperfezione il loro punto di forza.

I canoni di bellezza estetica sono stati alungo oggetto di discussione e di studio fin dall’antichità, soprattutto da parte di pittori e scultori che da sempe hanno mirato a ritrarre e raffigurare soggetti armonici e proporzionati.

I difetti delle modelle. La bellezza nella storia

 

difetti delle modelle winnie harlow

Fidia, Galeno, Crisippa, e non ultimo lo scultore Policleto, che alla bellezza dedicò addirittura un trattato nell’antica Grecia, e ancora Botticelli con le sue figure femminili nell’Italia del XV secolo, o più tardi nel rinascimento, fino alle donne dipinte da Tamara de Lempicka nel primo ‘900, tutti gli artisti hanno descritto la bellezza come la vedevano.

E poi ancora le Pin Up degli anni ’50 o le modelle androgine come Twiggy nei favolosi Sixties, e ancora Marylin, Sophia Loren, Monica Bellucci.

Oggi però quando si parla di bellezza non ci si riferisce alla stessa concezione che nei secoli l’uomo ha avuto.

Nella moda, ancor più che nelle altre arti si assiste ad una vera e propria rivoluzione.

Le modelle oggi sono donne bellissime, ma con dei difetti.

Finito il tempo di Claudia Schiffer, tramontato (ma non proprio se consideriamo i suoi anni) il mito di Naomi Campbell, ecco sfilare in passerella donne particolari, con un segno distintivo, o meglio un difetto che ha fatto di loro personaggi unici e non imitabili.

Volete qualche esempio?

Ecco i nomi, e i difetti delle modelle: Donne imperfette che sfilano in passerella

 

La prima, anzi l’ultima in ordine d’apparizione è lei, la “Modella con la Vitiligine”, al secolo Chantelle Brown Young, meglio conosciuta come Winnie Harlow.

Canadese di nascita racconta di essere stata derisa, ridicolizzata e bullizzata fin dai tempi della scuola: “Mi chiamavano mucca, zebra e in tutti i modi più orribili” racconta lei stessa (wikipedia).

Dopo la scuola superiore però Chantelle si prende una gran bella rivincita, e decide di accettare il suo corpo, e di farne un punto di forza.

Diventa modella, e oggi se la contendono marchi come Desigual, Diesel, Ashish.

vdifetti delle modelle Brunette Moffy

Altro nome che forse non dirà molto è Brunette Moffy.

Però dice molto all’agenzia Storm Agency, che ha lanciato nomi del calibro di Kate Moss e Cindy Crawford.

Brunette è bellissima, ma strabica.

Questo però non le ha impedito di farsi strada in un mondo dove ogni difetto (fino ad ora), ogni imprefezione era un metro di giudizio per cui potevi venire scartata anche per un neo o per una doppia punta.

Un’altra supermodel che ha avuto l’onore di posare per il celeberrimo calendario Pirelli 2015 è Candice Huffine: lei anche ha come misura 90, ma i suoi non sono i centimetri di seno come la Monroe, ma i chili che porta orgogliosamente dal suo metro e ottanta di altezza.

La prima modella curvy a sfilare sulle passerelle di grandi firme.

difetti delle modelle Candice Huffine

I chili sono pochi, ma gli anni tanti, 71 per la precisione per un’altra top italianissima: Benedetta Barzini, che ha sfilato per Antonio Marras, e negli ultimi 50 anni per tutti.

Benedetta è stata un’icona della moda negli anni ’60 e ’70, era amica di Dalì e Warhol per intenderci, e l’ha voluta lo stilista sardo per la sua ultima collezione autunno/inverno 2015-2016.

E non è la più grande! Carmen dell’Orefice, classe 1931, alla veneranda età di 83 anni (quando la classe, lo stile e la bellezza ti consentono ancora di dire tutti gli anni che hai…ndr), qualche anno fa ha sfilato a palazzo Pitti, e per Alberta Ferretti, e sfida ancora le giovani colleghe a suon di prime pagine sulle maggiori testate di moda.

difetti delle modelle Carmen dell’Orefice

Per cambiare genere poi, ma nel vero senso della parola, eccone un’altra, tale Elliott Sailors (digitate su Google e vedrete cosa vi esce), che rasati i capelli e costretto il seno in una fascia alla Albert Nobbs (film drammatico nel quale una strepitosa Glenn Close impersona un maggiordomo inglese per scampare alla fame e alla sorte di una donna dell’epoca) sfila in passerella indossando abiti maschili, con tanta invidia di quelli che si son visti sfilare il posto da sotto al naso da una “femminuccia”!

Sorte inversa invece per Andreja Pejic, nata Andrej, in Bosnia ma naturalizzata australiana che alla nascita era maschio e oggi invece sfila disinvolta l’alta moda femminile.

E ancora altre come Molly Bair, con le sue orecchie a sventola e il viso appuntito alla Alien, Iris Venema, Lea T, Ashley Graham, Victoria LeGault, insomma oramai la bellezza ha assunto canoni “inversi” per parafrasare il bel film musicale, e probabilmente questo potrebbe essere un inno non solo alla diversità, ma anche all’accettazione, per buona pace dei modelli anoressici che tante vite hanno strappato nel passato.

Infine ci piace ricordare un’altra modella, che non ha un difetto ma una sindrome.

Si chiama Jamie Brewer, ha cominciato come attrice nella serie americana American Horror Story , e lo scorso febbraio, a 30 anni, è stata scelta per rappresentare la collezione della stilista Carrie Hammer nella campagna “Role Models Not Runway Models (che tradotto significa più o meno: “Modelli di vita non modelle per sfilate”).

La stilista aveva scelto già lo scorso anno una modella in sedia a rotelle per rompere il ruolo e soprattutto il culto della bellezza fine a se stessa.

difetti delle modelle Jamie Brewer

Quest’anno ci ha riprovato con Jamie.

Jamie ha la sindrome di Down, ma sul catwalk tutti quanti hanno guardato il vestito che indossava, non hanno contato i cromosomi.


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