Lettera Choc di una Prostituta alla Moglie del suo Cliente: “E’ Grazie a me Se … “

Inserito in Coppia, Matrimonio | Scritto martedì, 03 febbraio 2015 | Autore Gioela Saga | Commenta per primo

Prostituta parla alla moglie di un suo cliente

prostituta parla ad una moglie

Fermiamoci per un istante a pensare in modo totalmente obiettivo al rapporto di coppia con il nostro partner.

Non parliamo di coppie ancora nella prima fase di innamoramento dove si fanno fuoco e fiamme e la passione è di certo il motore principale che si innesca in modo naturale ogni giorno.

Nelle coppie più navigate, magari con figli, non è invece sempre facile tenere viva questa passione e soprattutto stare al passo con i ritmi donna-uomo che sono spesso diversi.

Ebbene, sembra che la chiave di lettura per rendere eterno un amore ci venga data da una professionista del mestiere.

 

Quale mestiere? Beh quello che per antonomasia si definisce come il più vecchio del mondo.

Già avete proprio capito bene: una prostituta, nella fattispecie, una lavoratrice attiva nelle strade della Grande Mela.

April Adams, questo lo pseudonimo scelto, ha scritto recentemente una lettera alla rivista “Vice” e si propone di offrire nuove e sorprendenti interpretazioni sulle coppie e sul ruolo che potrebbero avere le prostitute come lei nella stabilità della relazione.

E’ una lettera indirizzata direttamente ad un’ipotetica moglie, dove April parla in modo sincero e diretto, quasi come ad una vecchia amica ed è in vena di consigli, iniziando con un bel “Cara moglie…”

Innanzitutto si scoprono le carte in tavola e si ipotizza che nessun uomo potenzialmente è immune dalla sua frequentazione, spesso si pensa, a torto, che al proprio marito non possa mai succedere:

“Ma non tuo marito, pensi tu, lui no! I mariti delle altre, certo, sì, ma il vostro matrimonio e la vostra vita sessuale sono diversi…Il vostro è un gran matrimonio!

Ma poi viene chiesto schiettamente se i ritmi dell’amore di una volta sono rimasti gli stessi: “…E quando è stata l’ultima volta che se ne è lamentato? Non pensi che forse abbia deciso di toglierti la gestione del problema dalle mani e metterla nelle mie?

Per April però, sostanzialmente, questa non è una cattiva notizia perché se un marito va a cercare lei è perché non vuole effettivamente lasciare la propria moglie che magari continua ad amare ma solo perché vuole sentirsi più appagato, senza però un vero e proprio coinvolgimento:

“Sta andando a cercare surrogati di affetto facendo meno casino possibile. Prova a immaginare cosa succederebbe se al mio posto ci fosse la baby-sitter, la vicina, la tua migliore amica.”

Tra loro non ci sarà mai amore ma diventa una questione quasi di affari, di un servizio a pagamento come tanti e garantito da una discrezione professionale.

“Sono una professionista… il mio tempo, la mia attenzione e la mia sessualità si misurano in ore, finite le quali lui torna a essere tuo.”

Stando al ragionamento molto freddo, logico, ma per certi versi complice ed amichevole, di April, lei non potrà mai rappresentare una minaccia per il matrimonio ed è anzi una sorta di aiuto per entrambi.

Lui, d’altra parte, non si immaginerà mai un futuro con lei, né fantasticherà di una vita insieme e il costo delle sue prestazioni sarà comunque sempre un freno fisiologico nella pretesa di frequentarsi di più o più spesso.

April infatti scrive schiettamente: “E se anche i suoi sentimenti dovessero farsi “complicati”, c’è sempre un’ancora di salvezza: i soldi che costo.”

La professionista si sente di poter tranquillizzare la “moglie” anche sul piano malattie concludendo che “la maggior parte delle lavoratrici di questi tempi sono più sane e più consapevoli della segretaria media con cui può avere una storiella.”

Se a rendere inquieta la moglie, e anche un po’ mortificarla, rimane il fatto in sé del tradimento e del rapporto consumato tra loro, April insiste nel dire che

la sua presenza è assolutamente terapeutica.

In un certo senso il marito ne esce sereno, soddisfatto e senza ulteriori pretese, al di sopra delle possibilità e della volontà della moglie.

Emerge dalla lettera addirittura un velo di comprensione per la legittima consorte:

“Sei piena di cose da fare, o stressata e lui non si preoccupa più del tuo piacere come un tempo. Lo capisco, non si preoccupa nemmeno del mio, questo è certo.”

Ed ecco la sua convinzione di base espressa in modo inequivocabile:

“Io sono l’ingrediente segreto di un sacco di matrimoni sani, perché quando lui vede me, entrambi fate la quantità di sesso che desiderate. A patto che lasci stare il suo telefono, potreste arrivare a festeggiare le nozze d’oro!”

Insomma non c’è che dire, si tratta di un’insolita interpretazione della stabilità di coppia che dunque darebbe la priorità alla risoluzione immediata di un “problema”, anche se di portata alquanto temporanea, piuttosto che una terapia di coppia o una sincerità, senz’altro più scomoda, dolorosa ma che porta a risultati forse più solidi.

Tutto viene minimizzato e sintetizzato in una problematica strettamente fisica.

C’è anche da chiedersi quale potrebbe essere la contropartita per le donne…

se, seguendo il ragionamento di April, dovrebbero rivolgersi anche loro ad un erogatore di servizi e prestazioni di vario genere in modo da essere più “tranquille”  e collaborative e comprensive nella loro relazione!

Fonte: Vice


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