20 Cose Che Non Sai dei Piercing

Inserito in Bellezza, In evidenza | Scritto martedì, 05 agosto 2014 | Autore Alessandra Albanese | 2 Commenti

Tutto, o quasi, quello che c'è da sapere sui piercing

I vari piercing, nipoti dei primi “buchi alle orecchie”, che oggi sembrano andare di moda tra i giovani (ma quando si dice oggi in effetti non ci si rende conto che dal primo “oggi” sono ormai passati quasi trent’anni), sono in effetti un’usanza che è comune in molte tribù da migliaia di anni.

Sembrerebbe infatti che questa pratica fosse utilizzata per scacciare gli spiriti maligni, poiché il metallo, che era considerato un materiale scaccia maligni, potesse venire attaccato al corpo e tali spiriti non entrare attraverso i timpani delle orecchie.

Tanto è un’arte antica, che la mummia più remota trovata fin ora, ovvero Otzi, la mummia del Similaun ritrovata sulle nostre Alpi Venoste, già aveva al lobo un foro, oltre che diversi tatuaggi.

Anche nella Bibbia vengono menzionati gli orecchini, indossati sia da uomini che da donne.

E così via nei secoli le testimonianze abbondano: nell’era romana, presso le tribù Azteche, persino Shakespeare portava orecchini.

Tra i marinai ad esempio era usanza portare gli orecchini sia perché si pensava che la foratura del lobo acuisse la vista, ma anche perché una volta morti, con l’oro degli orecchini si sarebbe potuto pagare il proprio funerale.

E che dire dei piercing alle varie parti del corpo?

 

Anche queste pratiche non hanno niente di moderno, si pensi che nei libri sacri più antichi di cui si ha conoscenza, ovvero i Veda indiani, la dea Lakshmi aveva fori al naso e alle orecchie.

Tra i nativi americani poi esiste una tribù dal nome Nez Percè, ovvero Nasi forati.

Si pensi che nell’immaginario collettivo gli uomini preistorici vengono spesso disegnati con un osso al naso, ma non è che sia poi una fantasia: tra i guerrieri del Pacifico e dell’estremo Oriente questa era un’usanza abbastanza comune.

Insomma, se si è ancora convinti che fare un piercing sia sinonimo di anticonformismo e modernità, beh, mi sa che bisogna rivalutare queste certezze.

E tante altre cose ancora non si sanno sui piercing, leggete qui qualche curiosità su questa antica usanza:

 

– L’uso dei fori alle orecchie per gli uomini nell’antica Roma fu introdotto da Giulio Cesare.

– ll piercing oggi è praticato dal 60% degli adolescenti aventi un’età compresa tra i 15 e i 19 anni (in Italia è necessario il consenso dei genitori qualora il ragazzo sia minorenne), per il 35% femmine, 25% maschi. La parte del corpo più utilizzata è l’orecchio (89%), seguita dal naso (56%) e dall’ombelico (wikipedia).

– Il 35% dei piercing causa infezioni o altre complicazioni per la salute, di cui però soltanto l’1% sono serie.

– Se il piercer non indossa guanti o strumenti adeguati si è a rischio infezione, così come anche se non si effettuano le dovute cure in fase di guarigione.

– Il piercing può causare reazioni allergiche a causa dei gioielli che contengono materiali allergizzanti come nichel cobalto o oro bianco.

– Anche se ci si stufa del piercing non si potrà mai cancellare il foro, e le cicatrici, seppur minime saranno sempre visibili.

– Il piercing non è un tatuaggio ma una vera e propria ferita.

– Anche se il piercing non causa infezioni, il corpo e la pelle vengono comunque traumatizzati.

– Se non si tiene molta cura del piercing la ferita guarisce molto lentamente.

– A volte si scatena una vera e propria reazione di rigetto del piercing.

– Il piercing è un’arte e esistono corsi di specializzazione e di perforazione per piercer.

– Le aree con maggior afflusso sanguigno saranno quelle che guariranno più facilmente.

– Per questo motivo i piercing alle orecchie, alla lingua e sulle labbra guariscono più in fretta di quelli al naso e sulla cartilagine.

– Molti piercing non provocano dolore al momento della foratura, ma è durante la guarigione che si avvertono i maggiori fastidi.

– Alcuni piercer non forano i lobi dei bambini piccoli perché i lobi non sono ancora completamente sviluppati.

– Una ricerca dell’Università di Buffalo (USA), ha evidenziato che il piercing alla bocca provocherebbe deformazioni e danni ai denti, infezioni e ascessi a denti e bocca.

– Le pomate non sono assolutamente per i piercing poiché formano una sorta di “tappo” e non lasciano guarire la ferita (per la pulizia è sufficiente acqua salina).

– Una eccessiva pulizia è altrettanto dannosa di una scarsa pulizia.

– Non esiste alcun regolamento del settore del piercing e alcuni stati non hanno legiferato in alcun senso.

– Si narra che anche la mamma di Churchill (primo ministro inglese) avesse un piercing al capezzolo.


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