Piscina Vietata agli Italiani: Ecco Perché Nessuno Deve Disturbare

Inserito in In evidenza, Notizie | Scritto martedì, 13 maggio 2014 | Autore Maria Corbisiero | 2 Commenti

C'è un'ora in cui una piscina italiana viene vietata agli uomini, ecco perchè

mestre piscina donne

Mestre: piscina riservata a sole donne islamiche – mussulmane.

 

Tra i tanti annunci e le news di stampo allarmistico/razzista che circolano sul web, trovando terreno assai fertile sui social network, in particolar modo su facebook, quello che vi abbiamo proposto in apertura di articolo, con tanto di foto creata appositamente (non da noi – ndr), è il più recente.

In effetti, letta così può sembrare alquanto discriminante per tutti gli italiani contribuenti, soprattutto se si considera anche il punto di vista maschile, genere sul quale è stato “plasmato” il titolo: “Piscina vietata agli uomini per far nuotare le donne islamiche.

Come al solito, per chi non si sofferma al solo titolo, parliamo dell’ennesima notizia travisata e “rivisitata da chi tenta di diffondere l’odio laddove vi sono esclusivamente buone intenzioni.

Come riportato nell’articolo pubblicato lo scorso venerdì 9 maggio dall’agenzia stampa Adnkronos,

la piscina comunale del Parco Bissuola di Mestre (VE), per 3 domeniche consecutive, a partire dall’11 maggio, verrà “riservata” alle sole donne dalle ore 9:00 alle ore 10:30.

 

Durante quest’ora e mezza, TUTTE le donne, indipendentemente dalla religione e dalla provenienza, potranno di fatti accedere alla piscina comunale PAGANDO un biglietto d’ingresso di 3 euro, gratuito invece sarà l’accesso ai bambini.

Ecco come viene motivato il progetto dalla responsabile del Centro Donna del Comune, Gabriella Camozzi:

“Per mettere insieme storie, culture e personalità diverse la piscina sarà riservata alle sole donne, ed anche il personale sarà tutto di sesso femminile – riporta l’Adnkronos Così da permettere anche alle donne musulmane di frequentarla. Ma il nostro intento è quello di creare anche relazioni tra donne italiane e straniere per far crescere l’integrazione”.

Un’iniziativa, a mio parere, nobile che per pura propaganda razziale è stata oscurata da interpretazioni volutamente fuorvianti.

Un’iniziativa che, come riporta il Gazzettino.it in data 11 maggio, si è dimostrata essere vincente, coinvolgendo circa una trentina di mamme di diversa provenienza che hanno mostrato tutta l’intenzione di voler replicare, ma soprattutto di passare parola alle amiche.



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