Gatti Assassini, è Allarme

Inserito in Ecologia e ambiente, In evidenza, Mondo Donna | Scritto lunedì, 30 giugno 2014 | Autore Gioela Saga | 2 Commenti

Alcune associazioni lanciano un nuovo allarme sui gatti killer

gatti mettono a repentaglio l'ecosistema

I gatti nelle nostre case sono sempre più diffusi.

Sornioni ed autonomi, sono un’alternativa allettante per chi vuole un animale ma “meno impegnativo” del cane.

Il gatto è indubbiamente un animale da compagnia ma gode di una grossa indipendenza e spesso domina aristocraticamente la sua vita. Morbidi peluche da salotto, si trasformano anche in cacciatori intrepidi.

Per assecondare il loro istinto, e anche la sopravvivenza di tende e divani, è abbastanza comune avere gatti che passano molte ora al giorno fuori casa, in alcuni periodi anche un’intera notte o qualche giorno.

Il dubbio è spesso forte: i pericoli di strade e predatori più grandi sono sempre in agguato ma le esigenze del gatto e la praticità del suo accadimento spesso fanno convenire per questa scelta più “libera”.

Ebbene, parte un monito abbastanza pesante negli Stati Uniti, supportato da numerose associazioni tra cui la National Audubon Society, un’associazione ambientalista, e l’ABCbirds,  equivalente alla nostra Lipu per la protezione degli uccelli.

Sembra proprio che negli ultimi decenni i nostri felini domestici si siano diffusi a macchia d’olio a tal punto da minacciare l’ecosistema.

I nostri amici passano dalle fusa, a veri e propri temibili incursioni fuori casa che metterebbero a repentaglio l’equilibrio della fauna.

Prima di tutto il pericolo riguarda molte specie di volatili: si considera che ci siano infatti 20 specie tipiche di uccelli del Nord America, dalle allodole dell’est agli sparvieri campestri, che sono minacciate dall’estinzione e lo stesso sta accadendo in Gran Bretagna.

Dalle pagine del New York Times lo spiega a chiare lettere il dottor Richard Coniff, pentito possessore di un gatto “outdoor” e autore di articoli sull’ambiente su prestigiose testate.

Coniff spiega anche che non sono solo le specie volatili ad essere le prede designate ma anche i classici ratti e topi così come conigli e scoiattoli, rettili e anfibi, oltre ad altri piccoli mammiferi. Secondo i ricercatori di recente i gatti hanno contribuito ad uccidere circa 12,3 miliardi di mammiferi di piccola taglia all’anno e circa 650 milioni di rettili e anfibi. In alcuni casi, poi, alcune specie erano già a rischio.

Si potrebbe pensare che in fondo è il loro istinto e la natura provvede a se stessa ma bisogna considerare altri aspetti concomitanti.

Ad esacerbare la situazione, e a non renderla più “naturale”, vi è il fatto che in contemporanea vi è stata un’intensificazione dell’agricoltura che ha eliminato gran parte dell’habitat tipico della campagna, così come lo sviluppo di città e periferie. Di conseguenza la fauna selvatica rimane “compressa” in zone molto più limitate e disagiate.

Parallelamente, i proprietari di gatti sono aumentati a dismisura e oggi sarebbero ben 84 milioni, ai quali si devono aggiungere tra i 30 e gli 80 milioni di felini selvatici o randagi.

Per questo, alcune associazioni si stanno battendo negli Stati Uniti per convincere i possessori di gatti a tutelare l’ambiente lasciandoli vivere in casa, questo, sempre stando alle statistiche, servirebbe anche a tutelare il gatto stesso che avrebbe una possibilità di sopravvivenza nettamente più alta e gli stessi proprietari, che sarebbero più immuni da parassiti e altre malattie più o meno fastidiose come la toxoplasmosi.

Fonti: Audubon, ABCbirds, NYtimes


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