E’ Morto uno dei Più Grandi Scrittori di Tutti i Tempi

Inserito in In evidenza, Libri | Scritto venerdì, 18 aprile 2014 | Autore Alessandra Albanese | 2 Commenti

Grave lutto nel mondo della cultura

Se n’è andato a 87 anni, a Città Del Messico Gabriel Garcia Marquez.

Il famoso scrittore colombiano era malato da tempo, e circa dieci giorni fa era stato ricoverato presso la clinica Salvador Zubiran per il persistere di una polmonite.

Gabriel Garcia Marquez, nato ad Aracataca nel 1927, era stato insignito del Premio Nobel nel 1982.

La sua vita è stata sempre vissuta all’insegna dell’impegno civile, che ha accompagnato anche la sua carriera di scrittore.

Il suo più famoso romanzo è del 1967, “Cent’anni di solitudine” che resta una sorta di manifesto del Sessantotto e dei giovani che all’epoca lo trovarono folgorante.

Marquez è stato uno tra gli scrittori sudamericani più prolifici, regalando al mondo capolavori come “L’amore ai tempi del colera”, “L’autunno del patriarca”, “Cronaca di una morte annunciata” e altri ancora.

La sua vita è stata ricca di incontri, non solo “accademici”, ai quali ha sempre affiancato conoscenze politiche.

La sua amicizia con Che Guevara ad esempio gli impedì di entrare negli Stati uniti finchè Clinton, spinto dall’ammirazione per lo scrittore, lo invitò alla Casa Bianca rimuovendo tale divieto.

In seguito partecipò a cerimonie politiche, conobbe Gorbachev, Mitterand e simpatizzò per Chavez anche se non ne condivise pienamente tutte le iniziative.

Si ritirò in un certo senso dalla vita pubblica quando gli venne diagnosticato un tumore nel 1999, ma non finì di scrivere.

All’indomani della diagnosi,  come un testamento letterario volle pubblicare la sua autobiografia intitolandola “Vivere per raccontarla”.

Ma Gabo (il nomignolo di sempre) visse per raccontare ancora altro, e scrisse un ultimo romanzo nel 2005 dal titolo irriverente “Memorie delle mie puttane tristi”.

Nel 2010 volle continuare sul filone autobiografico e pubblicò “Non sono venuto a far discorsi”, una raccolta di discorsi suoi pronunciati in diversi frangenti.

Numerosi da ieri i messaggi di cordoglio e i tweet che si sono susseguiti in rete, soprattutto nel mondo sudamericano.

Il presidente Colombiano Juan Manuel Santos ha pubblicato un cinguettio immediatamente dopo l’annuncio della sua morte: «Mille anni di solitudine e tristezza per la morte del più grande dei colombiani di tutti i tempi. Solidarietà e condoglianze a Gabo e la famiglia». Avrebbe messo anche a disposizione l’aereo presidenziale per far congiungere la famiglia e riportare la salma in patria.

Anche Shakira, sua conterranea, non è mancata di commentare con una frase dello scrittore: «Caro Gabo, una volta mi hai detto che la vita non è quella che uno ha vissuto, bensì quella che uno ricorda e come la ricorda per raccontarla. La tua vita, caro Gabo, la ricorderemo come un regalo unico e irrepetibile, il più originale dei racconti», ha  scritto su Twitter.

Gabo si è spento di giovedì Santo, come la protagonista Ursula Iguaran del suo capolavoro. E forse in questo momento sarà con lei, e con gli altri, a Macondo.

“Uno non è di nessuna parte finché non ha un morto sotto terra.” G. G. Marquez

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