Combustione Umana Spontanea: tra Mistero e Realtà

Inserito in Costume, Curiosità | Scritto sabato, 07 giugno 2014 | Autore Gioela Saga | 2 Commenti

Combustione Umana: quando il fuoco brucia l’uomo

combustione

Il fenomeno noto come combustione umana spontanea è stato descritto in molti libri popolari dedicati a misteri ed eventi inspiegabili.

Sebbene il termine “combustione umana spontanea” sia abbastanza recente, se ne è sentito parlare, in altri termini, già dal 1800.

L’esempio più famoso si trova nel romanzo di Charles Dickens “Bleak House”, 1853, in cui un personaggio prende fuoco. Il fenomeno è descritto anche nelle opere di Mark Twain, Herman Melville, Washington Irving e altri. Nei tempi moderni lo ritroviamo in film e programmi televisivi, tra cui la famosa serie di fantascienza X-Files, e ancora, nei fumetti come Torcia Umana nei “Fantastici quattro”.

Normalmente la combustione non avviene in modo spontaneo, quando gli investigatori cercano la causa degli incendi boschivi lo danno per scontato, tuttavia, alcune sostanze possono auto-incendiarsi senza esposizione diretta alle fiamme, in determinate circostanze, tra queste sostanze vi sono la polvere di carbone, mucchi di compost e stracci sporchi di olio usato.

Ben diverso è se il fenomeno riguarda le persone che possono improvvisamente prendere fuoco ed esplodere per nessun motivo apparente.

In alcune testimonianze antiche si sostiene che la combustione inizi nel petto o nella regione dello stomaco, lasciando il resto intatto come gambe mani, e sia fatale. Altri sostengono che i mobili e i pavimenti sotto e intorno alle vittime (tra cui anche i vestiti), misteriosamente, rimangano incombusti.

Ci sono molte fotografie delle presunte vittime però che presentano chiaramente estese ustioni e danni al proprio abbigliamento e all’ambiente circostante.

Un secolo fa, la causa è stata attribuita alla mancanza di controllo della propria ira e persino all’ira di Dio; la maggior parte delle vittime erano presumibilmente ubriachi con le cellule saturate dall’alcol, secondo gli studiosi dell’epoca.

Nel 1970 era in voga una spiegazione quasi freudiana che suggerisce che gli stati emotivi della depressione di una persona potessero in qualche modo provocargli una combustione spontanea.

Altri hanno suggerito che le macchie solari, le tempeste cosmiche, i batteri intestinali che producono gas o anche un accumulo di presunto “energia vibrazionale” del corpo potrebbe essere la causa.

Tuttavia, tutte queste spiegazioni sono pseudoscientifiche e non vi è alcuna prova per nessuna di esse. I nostri corpi sono composti da circa il 60%-70% di acqua, non infiammabile, e non esiste alcun meccanismo medico o fisico secondo il quale una persona potrebbe incendiarsi.

Solo circa una dozzina di presunti casi di combustione spontanea sono stati studiati nel dettaglio. Il ricercatore Joe Nickell ha esaminato molti casi “inspiegabili”, nel suo libro “Real-Life X-Files” e ha scoperto che tutti erano molto meno misteriosa di quanto sembrasse. La maggior parte delle vittime erano anziani, persone sole ed erano vicini a fiamme (sigarette, candele o caminetti) quando sono morti.

Vi è anche una condizione medica rara, chiamata sindrome di Stevens-Johnson che, in casi estremi, può essere scambiata per la sindrome di combustione spontanea. E’ una malattia della pelle che può essere innescata da una risposta tossica a farmaci, inclusi antibiotici e analgesici, e provoca la comparsa di gravi ustioni e vesciche e può essere fatale.

E se la combustione umana fosse un fenomeno reale, perché non succede più spesso? Ci sono 7 miliardi di persone nel mondo e non si vedono persone che normalmente prendono fuoco per strada! Nessuno ha mai visto, filmato o registrato su video (ad esempio, una telecamera di sorveglianza) questo fenomeno.

E se qualche sconosciuto meccanismo naturale fa sì che si verifichi, perché si verifica solo negli esseri umani? Perché non mucche, cani, elefanti, uccelli o altri animali? Anche se il fenomeno è estremamente raro, con miliardi di animali del pianeta, statisticamente dovremmo aspettarci migliaia di casi…

Tutt’ora non c’è ancora nessuna prova scientifica che il fenomeno sia reale. Spesso si sono poi trovate cause scatenanti esterne per l’accaduto. In alcuni casi però, quando non si è potuta determinare con certezza la causa del decesso si è parlato di combustione spontanea.

Ad esempio, nel 2011, un medico legale ha scoperto che Michael Faherty, un anziano irlandese che viveva da solo è morto bruciato nella sua casa nel dicembre 2010 e avrebbe potuto essere vittima di combustione spontanea. Anche se il corpo di Faherty era stato trovato a pochi metri da un caminetto scoppiettante, il medico legale ha stabilito che non era stata la fonte del fuoco che ha ucciso Faherty.

Fonte: Hypescience


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