Esperimento Choc: 10 ore di Sevizie in Pubblico

Inserito in Animali domestici, In evidenza | Scritto giovedì, 24 ottobre 2013 | Autore Federica Federico | 2 Commenti

Un esperimento choc che non si può dimenticare

Esperimento Choc: 10 ore di Sevizie in PubblicoLa  storia che stiamo per raccontarvi è avvenuta nell’aprile del 2012, si tratta dell’esposizione e dell’esplorazione di un dramma “umano” provocatoriamente “messo in mostra”:

a Londra, dietro la vetrina di un negozio della catena Lush, venne pubblicamente, crudelmente e lungamente seviziata ed umiliata una donna ventenne.

Le torture si reiterarono per dieci lunghissime ore. Sul corpo martoriato della donna vennero compiuti i medesimi test che comunemente si compiono sui corpi degli animali cavia durante le  sperimentazioni di prodotti destinati alla cosmesi.

  • Le immagini choc hanno sconvolto il mondo intero e di tanto in tanto tornano ad essere postate su Facebook e nei diversi social network.

La giovane martoriata, coperta di una tutina integrale color carne, si prestò volontariamente (e forse anche incoscientemente) al test pubblico e scioccante.

Lo scopo che l’operazione si prefiggeva è tutt’ora valido:

bisogna dimostrare fattivamente quanto siano disumani i test compiuti barbaramente sugli animali.

Le torture subite da questa giovane eroina animalista non possono non essere ricordate, la loro crudeltà potrebbe essere considerata anche una folliaEsperimento Choc: 10 ore di Sevizie in Pubblico umana ma ha un fondamento etico e morale non trascurabile né negabile.

Jacqueline Traide si sottopose ai test senza anestesia, esattamente come accade per gli animali, prestò il suo corpo alle sevizie:

a bocca spalancata e tesa da un divaricatore, fu costretta a ingerire a forza cibo, liquidi e  pastiglie; le furono iniettate sostanze negli occhi e spalmate creme sulla pelle; fu lacerata e sanguinò.

Questo succede ogni giorno nei test che si compiono senza nessuna umanità su cani, gatti, topi e altri animali. Sovente le ferite riportate dalle cavie rendono gli animali inutilizzabili, motivo per il quale se ne sceglie, poi, l’abbattimento (ovvero la soppressione).

Personalmente non condivido l’esperimento compiuto su Jacqueline Traide, ritengo che l’uomo non debba essere costretto a guardare la brutalità e a praticare la violenza per comprenderne l’inutilità. (Le foto presenti in questo articolo sono, infatti, volontariamente sfocate ma se siete a tal punto curiosi vi basterà digitare il nome Jacqueline Traide su Google per vedere ogni momento di quel turpe esperimento).

Tuttavia immagino anche che Jacqueline Traide abbia messo il suo corpo a disposizione del “medico torturatore” animata da un profondissimo e del tutto eroico spirito filantropico … un amore per la natura e gli animali, questo, che non può essere trascurato dimenticando o negando l’importanza di quest’impresa.


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