Figli Vittime di Amori Finiti: un’altra Storia di Separazione e Ordinaria Ingiustizia

Inserito in Coppia, In evidenza, Matrimonio | Scritto venerdì, 11 ottobre 2013 | Autore Alessandra Albanese | 2 Commenti

Bambina prelevata a forza da scuola dal padre. Colpevole di essere figlia di genitori in lotta

Lo scorso 27 settembre alcuni assistenti sociali del comune di Milano, su ordine del tribunale, hanno prelevato a forza dalla sua scuola una bambina, colpevole solo di essere la figlia di due genitori separati  in guerra tra loro.

La bambina ha sei anni, la sua identità non è stata resa nota per motivi di tutela.

Gli assistenti sociali che l’hanno presa in carico sono entrati a scuola in compagnia del padre. E da adesso, la bimba alloggerà proprio con in papà.

Fino ad oggi la bimba era rimasta con la madre, la quale, improvvisamente, è diventata, agli occhi del tribunale “incapace di accudirla e di crescerla” a causa di un disturbo schizo-tipico di personalità non bene identificato.

Il Professor Alessandro Meluzzi, che ha analizzato lo stato della donna, nega fermamente questa tesi e critica la decisione presa dal tribunale di affidare la bambina in via esclusiva al padre, e giudica inadeguato il giudizio del perito del foro lombardo che sostiene l’inadeguatezza del ruolo della madre.

Immacolata Cusmai, la madre alla quale è stata negata ogni visita alla figlia afferma:

«Solo ora che la bambina è cresciuta bella e serena,  completamente inserita nel contesto del paese in cui ha vissuto, il padre l’ha voluta con sè, strappandola alla madre e allontanandola dal fratello.

Un uomo che ha più volte dichiarato di non aver mai desiderato la nascita di questa bambina. Lo ha detto anche al consulente tecnico indicato dal giudice.

Stranamente però, questo particolare è sfuggito nella sua relazione finale.

Cosa ha spinto questo padre ad accanirsi in modo disumano e controproducente per il benessere psicofisico di mia figlia tanto da aprire una finanziaria per mettere in piedi una battaglia legale per il suo affidamento?

Forse per un infantile desiderio di rivalsa nei miei confronto perché lo avevo lasciato».

Immacolata aveva divorziato dal marito quando la bambina aveva poco più di un anno. Dopo alcuni episodi di incuria da parte del padre nei confronti della piccola, la donna decide di separarsi dall’uomo nel 2008.

Per avere l’affidamento la donna deve ritirare le denunce per maltrattamenti perpetrati dal marito.

Quest’ultimo ha tallonato e controllato l’ex moglie con registrazioni e fotografie.

Immacolata non reagisce alle provocazioni per il bene dei suoi figli.

Poi lo scorso anno chiede il divorzio, ma da quel momento va incontro a cattiverie e vessazioni, fino all’epilogo, il 27 dello scorso mese, quando le strappano la bambina dalle sue cure.

Il padre si presenta in compagnia degli assistenti sociali del pronto intervento del comune alla scuola elementare di Vittuone. La bambina la frequentava da appena due settimane.

La madre aveva tentato in precedenza di preparare la piccola alla possibilità che venisse affidata al padre, ma la bimba era svenuta. Era stata portata al pronto soccorso.

“La bambina non accetta di allontanarsi da me, dal fratello e dai suoi luoghi cari” dice Immacolata, che adesso può sentire al telefono la figlia una sola volta a settimana ed in presenza del papà. Incontri in un luogo neutro ancora da concordare.

Ma Immacolata non resiste, e lo scorso 4 ottobre va davanti casa dell’ex marito per salutare la bimba: «L’ho fatto con calma, con le dovute maniere. Mi era stato detto che era serena e felice. Invece quando l’ho vista ho percepito molta tristezza nei suoi occhi».

Il padre interviene, chiamando i carabinieri e sostenendo che la madre l’avrebbe voluta portare via. Anche le forze dell’ordine però si rendono conto della situazione paradossale e constatano il contrario.

Ma l’uomo non si sarebbe arreso, e avrebbe tuonato, davanti alla piccola: «Dovrai mangiarti i gomiti. La bambina ormai te la sei giocata».

 

Fonte: affaritaliani.it/cronache 


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