Come si Smaltisce l’Olio di Frittura

Inserito in Ecologia e ambiente, Mondo Donna | Scritto mercoledì, 09 ottobre 2013 | Autore Licia Falduzzi | 2 Commenti

L’olio esausto, se non smaltito correttamente, può causare grossi danni all’ambiente

olio frittura buttare 

Sapevate che l’olio di frittura non andrebbe buttato nello scarico del lavello o nel wc o nelle fognature o nei bidoni della spazzatura?

In Italia si consumano ogni anno 1.400.000 tonnellate di olio vegetale (d’oliva e di semi). Di questi, circa il 20 per cento (quasi 800mila tonnellate) viene disperso nell’ambiente come olio usato di frittura. Un comportamento che crea gravi danni all’ecosistema e agli impianti di depurazione.

Dopo la frittura, gli oli alimentari modificano la composizione della loro struttura: si ossidano e assorbono le sostanze inquinanti dalla carbonizzazione dei residui alimentari; a loro volta, gli oli ossidati hanno una densità che fa sì che essi galleggino sull’acqua delle fognature, rendendoli così altamente inquinanti per l’ambiente.

Lo smaltimento e il recupero degli oli di frittura, già previsti per ristoranti, fast food e ristorazione in genere, permettono di riciclare l’olio esausto e, dopo appositi processi di trattamento, di  ricavare da esso molti prodotti ad elevato valore economico, come ad esempio lubrificanti per macchine agricole, biodiesel per trazione, compostaggio, grassi per concia, produzione di asfalti e bitumi, mastici, collanti e glicerina per saponificazione.

Il problema dello smaltimento dell’olio esausto si pone quando, nelle nostre case, buttiamo l’olio usato per friggere nello scarico del lavandino o nel water.

  • I danni dell’olio esausto disperso nell’ambiente

L’olio esausto disperso nell’ambiente può inquinare le falde acquifere (rendendo l’acqua non potabile e causando gravi danni anche al funzionamento dei depuratori), contamina i ruscelli, i fiumi e il suolo, e può danneggiare gravemente l’agricoltura.

L’olio disperso nel sottosuolo, infatti, crea un sottile strato impermeabile che si deposita sul terreno e che impedisce a piante e vegetali l’approvvigionamento di acqua, di luce e l’assunzione di sostanze nutritive.

Se disperso nelle reti fognarie e nonostante la presenza di depuratori, l’olio esausto può raggiungere gli specchi d’acqua dolce e i mari con conseguente grave impatto negativo sull’ecosistema marino.

  • Come smaltire correttamente l’olio di frittura esausto

Procuratevi un recipiente (vanno bene anche i flaconi in plastica dei detersivi) da tenere in un angolo della cucina, magari sotto il lavandino, o comunque in un luogo a portata di mano.

Dopo aver effettuato una frittura, fate raffreddare l’olio e versatelo successivamente nel recipiente. Potrete versarvi anche l’olio contenuto nei prodotti sott’olio, ad esempio quello delle scatolette di tonno. Una volta colmo, portate il contenitore con l’olio esausto presso le apposite “isole ecologiche” – se il vostro Comune ne è dotato – o alle aziende specializzate nello smaltimento – se presenti – oppure, ancora, chiedete al vostro ristorante di fiducia il favore di raccogliere anche il vostro olio (i ristoratori consegnano gli oli esausti settimanalmente).

Per conoscere i centri autorizzati alla raccolta differenziata dell’olio potete consultare il C.O.N.O.E.  (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli e grassi vegetali ed animali Esausti), punto di riferimento in Italia per lo smaltimento e il riutilizzo degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti.


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