Infermiere cinesi o punheteiras? Ecco cosa fanno queste donne

Inserito in Costume, Curiosità | Scritto lunedì, 09 settembre 2013 | Autore Maria Corbisiero | 2 Commenti

Ma cosa fanno queste donne? Il web se lo domanda guardando le foto

punheteirasGrazie alle pessime traduzioni effettuate da improvvisati articolisti, il web, quello fatto di notizie curiose ed inverosimili, si sta tramutando in un infinito gioco, una sorta di “telefono senza fili” virtuale.

Basta una notizia mal tradotta, una foto prelevata tra le migliaia messe a disposizione da Mister G., una descrizione ironica ed accattivante e il gioco è fatto!

Peccato però che il risultato finale siano delle clamorose bufale, notizie travisate, se non addirittura inventate, che si diffondono rapidamente in tutto il mondo e che spesso vengono riproposte a distanza di anni sui social network.

Negli ultimi giorni è tornata in auge un’immagine che ritrae alcune donne cinesi impegnate nel “lavoro” di “punheteiras”, aggettivo femminile plurale che, secondo quanto riportato su Wikipedia, in lingua portoghese identifica colei che compie un atto di autoerotismo su uno o più uomini.

punheteirasVestite con camice e cappellino bianco e munite di guanti di lattice, le ragazze vengono definite delle vere e proprie professioniste che, lavorando presso la banca del seme Shu Bun di Pechino, arrivano a guadagnare fino a 1.200 euro al mese.

L’alto compenso, secondo la maggior parte dei blog che hanno riportato la notizia, sarebbe da attribuire all’alto rischio che il lavoro comporta: lesioni e piaghe alle mani potrebbero insorgere a causa dei ripetitivi movimenti effettuati.

Una notizia talmente assurda che, secondo molti utenti, potrebbe sembrare vera.

Ma così non è!

punheteirasL’equivoco, se così vogliamo chiamarlo, è nato nel 2008, quando i principali quotidiani cinesi resero nota la notizia di un aumento della percentuale di coppie sterili nel paese.

Per sopperire a tutto ciò, e nel tentativo di incrementare il numero di donatori di liquido seminale, la banca del seme di Guangdong, una delle 10 banche presenti sul territorio cinese, (tra le quali però non configura la sopra citata Pechino, menzionata assieme all’immagine bufala – ndr), ha “incentivato” gli studenti universitari del paese affinché effettuassero donazioni ogni due settimane.

Le collaborazioni, del tutto volontarie, secondo quanto riportato dal China Daily nel marzo del 2011, venivano censite, catalogate e retribuite: i ragazzi ricevevano 300 yuan, pari a circa 37 euro, per ogni donazione, guadagnando fino ad un totale di 3.000 yaun (il limite massimo era di 10 collaborazioni), pari a poco più di 371 euro, somma equivalente ad una borsa di studio annuale data ad uno studente cinese.

Una campagna che in quel periodo, parliamo del 2010, suscitò non poche polemiche, in quanto i ragazzi vennero definiti “venditori di liquido seminale”.

punheteirasIl direttore della Guangdong Sperm Bank, Tang Lixin, rassicurò tutti i detrattori che il pagamento ricevuto dai donatori altro non era che un rimborso spese effettuate per il cibo ed il viaggio, chiarendo inoltre che donare il proprio seme avrebbe contribuito a risolvere i problemi legati all’infertilità di molte coppie desiderose di procreare.

Dichiarazioni che però non fermarono alcuni utenti del sistema di micro-blogging asiatico.

Per ironizzare maggiormente sulla scelta dei suddetti studenti, alcuni blogger correlarono la notizia con l’immagine bufala delle “infermiere”…. una pessima, o volontariamente errata traduzione da parte di molti siti occidentali, in particolar modo portoghesi, ha poi tramutato le stesse esperte della professione di punheteiras.

Ecco cosa ha dichiarato al riguardo Li Jin, funzionario dell’ospedale di Shanghai “Renji Hospital”, affermazioni riportate sul portale China.org:

“Queste immagini (riferito alle presunte infermiere della banca del seme – ndr) sono del tutto fuorvianti. Non abbiamo infermiere che assistono alla raccolta del liquido seminale. Questi infatti viene svolto dal donatore stesso, ubicato in una stanza speciale, da solo. Per proteggere la privacy del donatore inoltre non è permesso a nessuno di scattare foto o girare video nella banca del seme”.

 punheteiras

Ecco una foto di come si presenta in realtà una stanza di “raccolta” del seme.

Inoltre, facendo una piccola ricerca sul web, è possibile notare che le immagini identificate come falsi altro non sono che estratti di un video, un film hard caricato e reso disponibile su diversi siti per adulti.

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