Vietato Vestirsi Come Prostitute

Inserito in Attualità, Costume | Scritto domenica, 01 settembre 2013 | Autore Federica Federico | 2 Commenti

Vietato vestirsi come una signorina svergognata

Vietato vestirsi come una squilloQuella è vestita come una donna di facili costumi!

In quante occasioni avete sentito quest’affermazione pronunciata, e in certi casi scagliata, contro qualche signora vestita in maniera troppo succinta o troppo appariscente?

Complice la moda, che spesso sa farsi minimalista, a volte le donne sanno colpire, altre volte, e non così raramente, sanno anche esagerare!

Nei comuni marchigiani di Porto Sant’Elpidio, Fermo e Porto San Giorgio l’esagerazione femminile è divenuta un problema di ordine pubblico!

Un’ordinanza vieta di vestirsi come lucciole, pena una salatissima multa di 200 euro.

Il sindaco, nell’ambito di un ampio piano di lotta alla prostituzione ed al suo sfruttamento, è arrivato al punto di forzare la cittadinanza al decoro.

Le lucciole ed i transessuali impegnati a commerciare i loro corpi per le vie cittadine debbono essere riconoscibili, questo il senso di un divieto scioccante più che provocatorio.

Il sindaco e la sua giunta sembrerebbero dunque convinti che l’abito fa il monaco.

L’ordinanza però non spiega quali caratteristiche discrimineranno il giudizio delle autorità deputate al controllo e in mancanza di un decalogo degli abiti consentiti, da cittadina comune, mi chiedo:

come si giudica se una minigonna è da signorina per bene ma alla moda o da professionista del sesso?

Sta di fatto che l’ordinanza proibisce di “atteggiarsi” o “abbigliarsi” in modo da sembrare una prostituta o un una squillotransessuale, pena una multa fino a 200 euro.

Inoltre è fatto divieto a tutta la cittadinanza di tenere, per le pubbliche vie, comportamenti che possano essere confusi o evocare l’esercizio dell’attività di prostituzione.

Ed anche qui resta da capire quali siano i comportamenti discriminanti, per esempio baciarsi o avere una scaramuccia amorosa per strada è ammissibile?

Alla sanzione pecuniaria  può aggiungersi persino “il sequestro cautelare delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione o che ne sono il prodotto“.

Evidentemente si dovrebbe chiarire cosa può essere il prodotto di una passeggiata in minigonna.

Inoltre se si assumesse la minigonna come l’oggetto di un illecito comportamento, configurabile con l’azione di essersi vestiti in modo indecoroso, la gonna scandalosa sarebbe certamente la cosa che ha reso possibile il reato, indi per cui, interpretando alla lettera la disposizione, andrebbe sequestrata anche la minigonna o ogni capo di vestiario sconcio e indecoroso?

L’ordinanza bizzarra, attiva e valevole sino al 30 ottobre prossimo, sta aprendo un grosso dibattito sulla libertà individuale e sulla responsabilità del controllo della prostituzione:

  • tale responsabilità deve essere delle autorità, obbligando i cittadini a vestirsi in maniera “decorosa”(e posto che il decoro è un concetto assai vago) si prova forse a spostare sull’individuo comune una responsabilità di indagine e controllo del territorio che deve essere dello Stato?

Tu cosa ne pensi?

 


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