Come risparmiare soldi: io leggo l’etichetta

Inserito in In evidenza, Notizie | Scritto giovedì, 12 aprile 2012 | Autore Licia Falduzzi | 2 Commenti

Da oggi leggere le etichette alimentari non è più solo un modo per controllare il contenuto del prodotto, ma anche un metodo per risparmiare sulla spesa

Far risparmiare alle famiglie italiane fino a 1.400 euro l’anno Far risparmiare alle famiglie italiane fino a 1.400 euro l’anno per la spesa nei supermercati: è questo l’obiettivo di “Io leggo l’etichetta”, l’idea di Raffaele Brogna, un consulente informatico che da più di un anno lavora per formare, in rete e nella vita, una classe di consumatori consapevoli e risparmiatori.

 In che modo? Leggendo l’etichetta dei prodotti e comprando gli stessi articoli, fabbricati nello stesso stabilimento, ma venduti con un marchio meno prestigioso e conosciuto, e quindi meno cari.

Si scopre così, ad esempio, che i pannolini Coop, confezione 3-6 chili, sono prodotti negli stessi stabilimenti della più rinomata azienda Huggies, ma sono venduti a 64 centesimi in meno rispetto ai suoi “fratelli gemelli” più famosi. O che il caffè Esselunga è confezionato dalla Pellini di Bussolengo che quando vende con il suo marchio fa pagare la bevanda nera 1,50-2 euro in più. E ancora, che i tortelli Conad sono prodotti nello stesso stabilimento del tortello di marca Rana, ma costano, a parità di peso e di composizione, un euro e mezzo in più.

Stessi ingredienti, stessa composizione, stesso stabilimento di produzione, ma prezzi diversi. Leggere l’etichetta e soffermarsi su di essa può aiutare quindi a scegliere un prodotto di pari qualità senza pagare la “sovrattassa” della marca di prestigio.

Grazie al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 che regolamenta l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, l’etichetta alimentare assicura al consumatore una corretta e trasparente informazione sui prodotti che, per legge, devono riportare varie indicazioni tra le quali appunto la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento. La lettura dell’etichetta può permettere, quindi, di risparmiare sull’acquisto di uFar risparmiare alle famiglie italiane fino a 1.400 euro l’anno n prodotto.

La prima cosa utile da fare, dopo aver letto il costo di vendita, è leggere il prezzo al chilo, poi controllare la distribuzione gerarchica degli alimenti (per legge l’ordine con il quale sono riportati gli ingredienti nell’elenco deve essere decrescente in ordine di peso), informarsi sulla sede dello stabilimento di produzione, verificare la scadenza del prodotto e, infine, lasciarsi tentare dalla grafica e dal packaging.

Se anche voi volete entrare a far parte della community di “Io leggo l’etichetta” e del gruppo di acquisto ideato da Raffaele Brogna basta andare a fare la spesa, leggere bene le etichette dei prodotti, individuare una coppia di articoli fabbricati nello stesso stabilimento, acquistarli, scattare una foto alle confezioni, dalla quale poter risalire alla similarità del prodotto ed alla provenienza dallo stesso stabilimento, ed una foto allo scontrino che attesti il differente prezzo e condividere queste informazioni con gli altri membri della community, inviando copia delle foto o altre segnalazioni a info@ioleggoletichetta.it. “Io leggo l’etichetta” ha un proprio sito , un profilo facebook ed uno twitter.


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