Menopausa e calo del desiderio

Inserito in Coppia, Sesso | Scritto martedì, 10 aprile 2012 | Autore Michela Barbieri | Commenta per primo

La menopausa è un meccanismo naturale ma pur sempre delicato, che si verifica nelle donne quando si ha l'interruzione del ciclo mestruale

 

La menopausa porta a una serie di cambiamenti psicofisici La menopausa porta a una serie di cambiamenti psicofisici e biologici che possono creare dei problemi alla relazione, in quanto implicano nella maggior parte dei casi, un calo del desiderio sessuale.

Infatti in menopausa gli estrogeni scompaiono, comportando l’alterazione dei caratteri sessuali secondari e gli androgeni si riducono notevolmente, talvolta fino al 50%, causando la sindrome femminile da carenza androgenica: perdita del desiderio sessuale, astenia ingiustificata, perdita dei peli pubici, perdita del senso di benessere e riduzione della massa muscolare.

Molte donne cadono nell’errore di poter invertire questa legge biologica, e quindi contrastare il calo del desiderio, con una terapia ormonale sostitutiva, peggiorando la situazione e usando contraccettivi ormonali che aumentano lo scarso desiderio sessuale: infatti secondo uno studio nordamericano del 2006, effettuato su un gruppo di donne che soffrivano di disturbo da desiderio ipoattivo con la terapia sostitutiva, tra le donne con problemi di calo di desiderio, circa il 50% ha problemi di eccitazione, il 42% di lubrificazione e il 40% entrambi.

Per la scarsa lubrificazione sono da preferire i trattamenti ormonali in vagina, piuttosto che quelli orali che sono efficaci solo se assunti in dosi elevate, che però nuocerebbero alla salute.

Se il dolore durante il rapporto sessuale e la difficoltà di raggiungere l’orgasmo, sono conseguenze del parto, come ad esempio il prolasso uterino, con un intervento chirurgico è possibile ricostruire le fibre muscolari del pavimento pelvico.

I cerotti al testosterone e gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina, soLa menopausa porta a una serie di cambiamenti psicofisici no invece efficaci per le donne in post-menopausa o in menopausa chirurgica, anche se hanno l’effetto però di virilizzare la donna: “Queste due terapie sono consigliate solo o prevalentemente per le donne senza l’utero” spiega il Prof. Claudio Giorlandino, specialista in Ostetricia e Ginecologia.

Un aiuto per diagnosticare le disfunzioni sessuali correttamente, arriva dal Genito Sensory Analyzer o più comunemente chiamato GSA, che con stimolazioni calde e fredde e vibrazioni su aree specifiche dei genitali esterni e della vagina, provoca delle reazioni nella donna che vengono registrate da un software. L’elaborazione dei dati e la lettura dei grafici ottenuti, permette di capire se le vie nervose sono integre e il livello di sensibilità di ciascuna area dell’apparato genitale.

L’importante è ricordare che la menopausa non è l’inizio della vecchiaia e nemmeno la fine della salute, ma l’inizio di un nuovo periodo della nostra splendida vita da cui possiamo trarre comunque tanti nuovi piaceri sessuali.

 


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