Perde braccia e gambe per inseguire la bellezza ad ogni costo, video

Inserito in Costume, Curiosità | Scritto mercoledì, 29 maggio 2013 | Autore Maria Corbisiero | 2 Commenti

Perde tutti e quattro gli arti a causa di un intervento di chirurgia estetica

 

Apryl Michelle Brown è un’ex parrucchiera di 46 anni, mamma di due bambini, originaria di Los Angeles, Stati Uniti. Oggi tutti parlano di lei, dell’incubo che ha vissuto a causa della sua eccessiva vanità, il suo volersi migliorare, modificare il proprio corpo attraverso la chirurgia estetica.

Il suo messaggio, diffuso sul web e attraverso gli altri canali mediatici, non è atto a richiedere compassione, assolutamente no, Apryl tenta di mettere in guarda altre donne che, come lei, cercano la perfezione assoluta attraverso i trattamenti estetici realizzati clandestinamente.

Ma vediamo come sono andati i fatti diffusi in rete dal 2012.

Con l’intento di ottenere un lato B tonico, sodo e leggermente più grande, la Browm, nel tentativo di riuscire a risparmiare sui costi che l’intervento avrebbe richiesto, si è affidata alle cure di un sedicente specialista che le ha iniettato del silicone industriale, e quindi non medicale, nelle zone che la stessa voleva trattare.

Subito dopo le prime iniezioni ho sentito che qualcosa non andava ma non ho avuto il coraggio di rivolgermi a un medico –  ha raccontato la donna – Il bruciore aumentava. Ho avuto una reazione allergica che ha sconvolto la mia vita. Dolori atroci. Desideravo farla finita per non soffrire più. I chirurghi mi proposero l’amputazione di gamba e braccia. Non avevo scelta”.

L’ex parrucchiera, pentita della sua scelta, effettua un vero e proprio mea culpa:

”Ho pagato un prezzo terribile per la mia vanità e continuerò a scontarlo per il resto della mia vita. Non posso incolpare nessuno, la colpa è solo mia. Non mi ero resa conto dei pericoli. Ho pensato che fosse un’iniezione innocua che mi avrebbe restituito un sedere perfetto. Ma la realtà era che il silicone utilizzato non era adatto per gli esseri umani. Era, infatti, un liquido sigillante adatto solo per bricolage…. L’unico modo che i medici avevano per salvarmi è stato quello di amputare le mie natiche, le mie mani ed i piedi. Ho avuto momenti bui. Ho pianto un mare di lacrime. Sono stata sopraffatta dalla vergogna e dal senso di colpa … tutto perché volevo un sedere più grande”.

Apryl Michelle Brown  oggi ha deciso di riscattarsi, di dare a se stessa una seconda possibilità, una seconda occasione di vita e, nel contempo, divulgare la sua esperienza nella speranza di poter essere da esempio per le altre:

“Ho deciso di fare una gara di triathlon. Ho cominciato a camminare di nuovo alla fine del 2011 e mi sono allenata per 6 giorni alla settimana, imparando anche a nuotare con le mie membra residue… Voglio mettere in guardia gli altri dei pericoli della chirurgia estetica illegale. Il mio messaggio più importante è che dobbiamo imparare ad amare e accettare noi stessi per quello che siamo”.

E noi non possiamo far altro che condividere questa esperienza…

Dal suo sito aprylmichellebrown.com, la 46enne rende noto che sabato 23 marzo è riuscita a completare la gara di Triathlon di Pasadena coorendo per 3,1 miglia, nuotando per 150 metri e pedalando per 9,3 miglia.


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