Moneta da un centesimo che vale 2.500 euro, tutti a caccia di monete rare

Inserito in Notizie | Scritto mercoledì, 22 maggio 2013 | Autore Alessandra Albanese | 2 Commenti

Un centesimo raro, errore di conio del valore nominale di un cent.

Collezionisti d’Italia alla carica.

La famosa casa d’aste torinese Bolaffi metterà all’incanto  il famoso centesimo “Mole”.

Sembra incredibile ma dopo il Gronchi rosa il centesimo Mole si è aggiudicato, per dirla in termini “collezionistici” il primato delle rarità in fatto di numismatica e filatelia.

Ma andiamo con ordine.

Il centesimo in questione è una moneta italiana da un centesimo data al conio nel 2002 .

Le monete da un centesimo italiane riportano raffigurato su un lato l’ immagine di Castel del Monte, vicino Andria. In quella “falsa” invece vi è raffigurata la Mole Antonelliana.

Da qui il nomignolo affibbiato al centesimo Mole. L’errore del conio si diceva è datato 2002, lo Stato si accorse della “gaffe” e tentò di ritirarle dalla circolazione, ma sembra che oggi, ce ne siano ancora in giro circa cento esemplari.

 

La casa d’aste Bolaffi sembra sia in possesso di sei di questi centesimi, ma ne metterà all’asta solo uno. Uno resterà all’interno, in mostra al museo, e altri quattro sarebbero già stati venduti a clienti affezionati della casa.

L’asta si terrà il 23 maggio, c’è da aspettarsi che il centesimo Mole faccia la sua bella figura: il prezzo di partenza è fissato in 2.500 euro. Varrebbe la pena controllare il portamonete da oggi in poi.

Oltre il centesimo Mole anche altre due star attese domani all’asta: il Centesimo centesimo e il Doppio Castel del Monte.

La prima moneta è sempre del valore di un centesimo, ma anche qui un errore di conio ha stampato la stessa immagine del rovescio della moneta su ambo i lati.

Stesso errore ma opposto per la “Doppio Castel del Monte”: sulla moneta c’è raffigurato Castel del monte su tutti e due i lati. Il conio delle due monete risale al 2001, gli esemplari sono stati trovati in un’area tra Brescie e Milano. Si tratterebbe di monete appartenenti ai minikit che prima dell’entrata in vigore della moneta banche e uffici postali distribuivano a titolo informativo.

Filippo Bolaffi, amministratore delegato della casa d’aste, attesta di essere in possesso di sei esemplari di queste due monete, il cui valore sarebbe di circa 1.500 euro. Inferiore al centesimo mole, ma sempre ragguardevole se si considera il valore nominale.

Eventuali possessori che volessero battere all’asta queste monete, ricorda Bolaffi, dovranno dimostrare l’autenticità degli esemplari con la confezione o l’area di provenienza. Sembra infatti che la moneta sia facilmente falsificabile, a qualcuno potrebbe saltare in mente di armare una piccola zecca stile “Banda degli onesti”, mitico film di Totò. Sai com’è, data la crisi…


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