Children free: donne che non vogliono avere bambini

Inserito in Maternità | Scritto giovedì, 08 dicembre 2011 | Autore Simona Garbagnati | 2 Commenti

Le donne che hanno scelto una vita senza figli

Children free 
 

E’ in aumento il numero di donne che sceglie di non aver figli, rinunciando alla maternità naturale o acquisita che sia (adozione).

Si tratta di un argomento delicato, di difficile impatto perché contrappone il diffuso senso di completezza delle donne che scelgono di diventare madri e che, in generale, vivono l’esperienza come fulcro principe della loro vita, alle donne che parteggiano per una vita childfree.

Lo schieramento di parte è palese, ed è molto difficile l’accettazione delle ragioni della “fazione” opposta.

Il senso di tolleranza che dovrebbe ispirare il vivere comune, suggerirebbe il rispetto per entrambe le posizioni; nella realtà l’argomento suscita interminabili discussioni con reciproche accuse.

Il desiderio di maternità come concetto racchiuso nell’essenza femminile, sminuisce l’essere donna di chi sceglie una vita senza figli.

Forte di supporto storico, di tradizione e di religione, le donne che credono che la maternità sia la completezza della donna, denigrano le childfree.

La scelta di essere childfree, è in questo contesto, una scelta coraggiosa perché si contrappone ad una convinzione affermata e diffusa di una connotazione negativa.

L’aumento delle donne che non desiderano la maternità, non è assecondato da un giusto rilievo dei media, che evitano l’argomento perché è ancora un tabù e la paura è quella di urtare la sensibilità delle donne, che per la maggiore sono pro-maternità e, in generale, di tutti coloro che non condividono l’idea di una vita senza procreazione.

Il fraintendimento del termine coniato, childfree, è spesso oggetto di male interpretazione, scambiato per un ripudio o un fastidio verso coloro che hanno figli e dunque con una caratteristica infastidente percepita da coloro che invece pensano che i figli siano la soddisfazione più grande della vita.

In realtà childfree (libero da figli) indica il diritto scelta di qualsiasi donna di procreare o meno.; considerando la maternità come una libertà di scelta e non come un dovere, un’imposizione dettata dalla natura: della serie siamo dotate di apparato riproduttivo e dunque è nostro dovere generare…no, noi possiamo scegliere se generare o meno, proprio come scegliamo, nella maggior parte dei casi, di avere uno, due o più figli e fermarci a quel numero progettato.

E’ questa affermazione il nocciolo della discussione tra contrapposte ideologie, il cui equivoco può far scadere e degenerare il confronto.

Sono tanti e diversi i motivi che fanno maturare nella donna il desiderio di non sperimentare la maternità.

  • Alcune donne non hanno il senso di maternità, non si sentono di diventare madri, non c’è desiderio, non si sente la necessità, non si percepisce come propria la possibile idea di procreazione.

  • Altre donne hanno vissuto un rapporto con la loro madre “soffocante” a causa dell’invadenza e ingerenza delle madri nella loro vita. Le madri spesso sono troppo accuditive, iperprotettive, non conferendo ai figli la naturale voglia di un po di autonomia e libertà. Il rischio che corrono queste madri è che il loro ruolo venga percepito e interiorizzato dalle figlie come “giudicante”o omnipresente: devono sapere tutto sulle figlie, giudicandone le scelte. L’ambizione di queste madri spinge a desiderare la perfezione per le proprie figlie, sulle spalle vengono posti i background delle aspettative che le condizionano e non le lasciano libere. E’ normale sorga la voglia di scappare lontano e ripudiare le ambizioni materne, come quella di diventare una brava madre e percorrere gli stessi passi dell’ormai “nonna”. Meglio rimanere solo figlie, senza giocarsi la carta del pesante mestiere irreversibile di madre, rimanendo così giovane e in forma. Meccanismi di pensiero inconsci e ovviamente non confessati, a volte nemmeno metabolizzati!

  • La trasformazione del corpo sembra spaventare molte giovani donne che non vogliono rinunciare al risultato ottenuto, non senza fatiche, per arrivare ad un corpo che si avvicina alla perfezione. Sappiamo tutti che la gravidanza e l’allattamento con gli sbalzi ormonali annessi, condizionano il corpo della donna che cambia e recuperare la piena forma fisica non è un’impresa così scontata.

Tutto ciò senza prendere in considerazione gli eccessi di donne che soffrono per esempio di anoressia nervosa e per le quali è impensabile ingrassare o delle ipocondriache che vedono nella gravidanza la possibilità di indebolire il proprio fisico, contraendo eventuali malattie.

Scegliere di non avere figli non è una patologia, non rientra in eventuali anormalità ma è semplicemente il giusto diritto di scelta richiesto da tutte le donne. Non solo, ma in quest’ottica si attribuisce a coloro che scelgono la maternità, una maggiore coscienza del cambiamento e delle responsabilità che comportano mettere al mondo un figlio.

La stessa filosofa Simone de Beauvoir lavorò negli anni ’30 a favore della demolizione del concetto di donna vista come procreatrice, così come imposto dalla natura.

Tante sono le donne che scelgono di essere childfree, un esempio per tutta Cameron Diaz che ha affermato di non avvertire alcun desiderio di maternità…perché condannarle? Seguono il loro essere e la loro scelta è in linea con la loro percezione e si rivela nel tempo un atto di responsabilità verso quell’ipotetico esserino, che verrebbe al mondo privo di quell’habitat e amore pronto ad accoglierlo e che invece gli sarebbe dovuto.

 

 


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