Bambini nati senza sangue, sopravvivono miracolosamente

Inserito in In evidenza, Maternità | Scritto venerdì, 26 aprile 2013 | Autore Gioela Saga | 2 Commenti

Bambini senza sangue, è possibile nascere senza sangue e si può sopravvivere?

olivia norton

Ci sono eventi che vanno senz’altro al di là di spiegazioni che possiamo darci allo stato attuale delle nostre conoscenze.

La scintilla della vita che scorre in ognuno di noi ha senz’altro una potenzialità che, in parte, ci è ancora sconosciuta. E’ anche grazie a questo attaccamento alla vita che, spesso, anche neonati che sembravano destinati a non vivere, mostrano una capacità di combattere che è davvero eccezionale ed invidiabile. Ci sono piccoli guerrieri che sono disposti a lottare al di là di ogni ragionevole speranza.

Non sono rari i casi in cui alcuni bimbi nati prematuri fanno prevalere la propria voglia di sopravvivere e di stringere la mamma. Tutto ciò, naturalmente, anche grazie agli innumerevoli progressi compiuti in campo medico neonatale.

Negli ultimi anni il numero di neonatali prematuri che sopravvivono al parto è aumentato, il progresso delle tecniche di terapia intensiva neonatale ha infatti determinato un aumento della percentuale di sopravvivenza dei nati pretermine. Ben il 40-60 % dei nati già alla 24 settimana vengono dimessi dalla terapia intensiva neonatale (TIN) e sopravvivono, percentuali impensabili qualche decennio fa.

Possiamo senz’altro affermare che l’associazione tra progressi medici, tecnologici e diagnostici, alcune metodologie naturali come la marsupio-terapia e la volontà di vivere dei piccoli fanno senz’altro un mix assolutamente vincente in un altissimo numero di casi. Da non sottovalutare, tra i tanti aspetti, anche l’istinto materno che in molti casi a fatto da campanello d’allarme per agire con prontezza.

Le storie a lieto fine da poter raccontare sono molte e tra le tante, negli ultimi mesi, quelle di due bimbi nati con la stessa complicanza ostetrica chiamata “vasa previa”, si tratta di vasi fetali che, in modo anomalo, attraversano le membrane fetali a livello dell’orifizio uterino esterno. In prossimità del parto questi vasi possono rompersi causando un’emorragia nella circolazione fetale che comporta un rapido dissanguamento del feto.

Nel caso di Olivia Norton i medici le davano non più di due ore di vita dopo aver scoperto che la neonata aveva bassissimi livelli di emoglobina ed era affetta da una forma di anemia molto grave.

Appena nata la piccola appariva pallidissima e poco reattiva, è stata soprannominata la “bimba fantasma” o “bimba senza sangue”.

 

I medici hanno subito provveduto farle delle trasfusioni di sangue ma, con un valore di emoglobina pari a 3, quando il valore minimo è 18, la bimba rappresentava, e rappresenta tutt’ora, un caso particolarissimo e grave. Eppure ha ripreso lentamente colore, riportando i valori a livelli accettabili e compatibili con la vita.

Adesso, a distanza di mesi, Olivia si è completamente ripresa ed è una bimba sana ma il suo rimane un caso eccezionale che rappresenta, per i dottori, un vero miracolo.

La prontezza della mamma Louise Bearman, 31 anni, è stata senz’altro determinante, non sentendo più movimenti della bimba, a sei settimane dalla data presunta del parto, si è infatti recata subito in ospedale e, dopo gli accertamenti di rito, le è stato praticato un parto cesareo.

Non c’erano speranze malgrado le trasfusioni che le sono state subito prescritte, la bimba aveva enormi difficoltà a respirare ed era prematura ma la mamma dice che appena il sangue ha ricominciato a circolare nel suo corpicino, Olivia ha iniziato a prendere colore, lei era certa che si sarebbe ripresa.

Non è un caso unico quello di Olivia, poco tempo dopo anche un altro bambino inglese è nato con la stessa patologia ed è rimasto per ben 25 minuti senza battito cardiaco, è stato letteralmente resuscitato grazie alla preparazione dei medici, ossigeno, trasfusioni ed un massaggio cardiaco e, naturalmente, la sua forza vitale che ha prevalso su tutto, su ogni razionale capacità di immaginazione e previsione.

 

La mamma Kay Morgan può oggi stringere il suo bimbo che, grazie alla straordinaria efficienza di tutto lo staff medico, non ha riportato neppure nessun tipo di deficit neurologico malgrado la mancanza di ossigeno sia stata abbastanza lunga.

Il miracolo della vita continua sempre a stupirci.

Fonte: http://www.huffingtonpost.com 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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