Acquisto di un bene o prodotto difettoso, diritti del consumatore

Inserito in Mondo Donna | Scritto giovedì, 23 febbraio 2012 | Autore Licia Falduzzi | 2 Commenti

Siete tornati a casa e vi siete accorti che la lavatrice o il phon appena acquistati non funzionano? O che il nuovo abito ha tutto l’orlo scucito? Quali sono i diritti del consumatore e quali i doveri del venditore?

Diciamo subito che il venditore risponde nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità o vizio del prodotto esistente al momento della consegna dello stesso.

Se l’acquirente si ritrova, quindi, ad aver comprato un bene che non funziona o funziona male oppure è diverso da quello ordinato ha diritto, a sua scelta e senza alcuna spesa aggiuntiva:

  1. alla riparazione del bene oppure alla sua sostituzione (art. 30 del Codice di consumo). Le spese necessarie per rendere conforme il prodotto sono a carico del venditore, e quindi spettano a lui i costi di spedizione, i materiali e la manodopera;
  2. alla riduzione del prezzo, qualora la riparazione o la sostituzione siano impossibili o troppo onerosi per il venditore (art. 30, comma 7, del Codice di consumo).

In entrambi i casi rimane salvo il diritto del consumatore al risarcimento dei danni subìti per il difetto del prodotto acquistato.

Le riparazioni e le sostituzioni devono, per legge, avvenire entro un “congruo” termine dalla richiesta da parte del consumatore. La congruità del termine è lasciata alla libera determinazione delle parti, in relazione comunque al tipo di prodotto, al luogo di vendita ed agli usi commerciali.

Oltrepassato questo termine, il consumatore dovrebbe mandare un sollecito scritto (la messa in mora) al venditore intimandogli un termine ultimo per la riparazione oppure la definitiva sostituzione.

Sarebbe buona norma, comunque, chiedere al venditore di indicare per iscritto (sullo scontrino o su un altro documento inerente al prodotto) il termine entro il quale sarà possibile ottenere un prodotto conforme o avere la sua riparazione. In questo caso, l’inosservanza del termine pattuito da parte del venditore darà diritto al consumatore ad ottenere immediatamente la restituzione del prezzo pagato.

Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore anche se il difetto del prodotto è imputabili al produttore del prodotto medesimo. Infatti è il venditore ad avere l’obbligo di fornire la garanzia e non il produttore, e tocca comunque a lui la riparazione o la sostituzione del prodotto, salvo poi rivolgersi al produttore per ottenere il risarcimento del proprio danno.

Fin qui i diritti del consumatore, ma vediamo adesso quali sono i suoi doveri.

Per poter chiedere l’applicazione della garanzia,  il consumatore ha 60 giorni di tempo per denunciare al venditore la scoperta del difetto del bene da lui acquistato.

La garanzia di conformità copre qualsiasi difetto del bene entro i due anni dall’acquisto (a meno che il prodotto sia dotato di una “garanzia convenzionale” più ampia rispetto a quella prevista per legge). Il consumatore ha a disposizione 26 mesi a partire dalla data di acquisto o dalla consegna del prodotto (cioè poco più di due anni) per richiedere l’applicazione del diritto di garanzia. Oltre questo termine, l’azione per far valere i difetti nei confronti del venditore non è più proponibile.

 

Per tutto questo periodo, dunque, è buona norma conservare accuratamente lo scontrino (facendone magari anche una fotocopia, dato che con il tempo potrebbe schiarirsi e diventare illeggibile, e allegandolo al manuale delle istruzioni) o la ricevuta fiscale che attestano la data di acquisto del prodotto. In caso di smarrimento dello scontrino si possono comunque presentare altri documenti che attestino l’acquisto: il tagliando dell’assegno, la cedola della carta di credito, lo scontrino del bancomat e la confezione del prodotto.

 

Il “difetto di conformità” viene riconosciuto:

  • quando il prodotto non ha la qualità o le prestazioni abituali di prodotti dello stesso tipo;
  • non corrisponde alle caratteristiche indicate in etichetta o decantate nella pubblicità;
  • non è idoneo all’uso voluto dal consumatore (uso specificato al venditore al momento dell’acquisto)
  • in caso di errata installazione del prodotto, quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita e viene effettuata dal venditore e sotto la sua responsabilità.

La garanzia di conformità non potrà essere riconosciuta se:

  • il guasto è stato provocato dall’uso improprio di chi ha utilizzato l’oggetto (ad esempio, in caso di caduta);
  • al momento dell’acquisto il consumatore era a conoscenza del difetto e non poteva ignorarlo;
  • il consumatore ha dato istruzioni che poi si sono rivelate dannose

Il consumatore può far valere i propri diritti di garanzia anche nel caso di sconti o promozioni, e a nulla valgono i dinieghi del venditore a non voler riparare o sostituire un bene difettoso accampando il pretesto della vendita ad un prezzo ridotto.


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