Sexting Foto: Cos’è e Perché si Fa

Inserito in In evidenza, Notizie | Scritto martedì, 31 gennaio 2012 | Autore Simona Garbagnati | 2 Commenti

Una nuova, pericolosissima "moda" si sta diffondendo tra i giovanissimi: il sexting. Ragazzine che si autoscattano foto osè col cellulare per poi inviarle al fidanzato, agli amici o peggio, ad estranei dietro compenso. Con conseguenze molto pericolose.

il sexting, ovvero autoscatti in posa sexy Importata dagli USA una nuova moda che sta incontrando un discreto, ma discutibile, successo: il sexting, ovvero autoscatti in posa più che sensuale da regalare ad amici o divulgare dietro compenso.

La parola è un neologismo e sta ad indicare l’uso di apparecchiature elettroniche (sopratutto cellulari di ultima generazione) come mezzi di scambio di foto esplicitamente spinte.

Si tratta di una moda diffusa sopratutto tra i ragazzi di 14 e 16 anni, l’età in cui si hanno le prime esperienze.

La soglia di età dei primi rapporti si è notevolmente abbassata rispetto alla generazione dei genitori di questi ragazzi; inoltre l’inibizione che contraddistingueva le prime esperienze è caduta, i ragazzi, ma sopratutto le ragazze non hanno vergogna a mostrarsi, anzi l’esibizionismo è diventato uno strumento di affermazione e popolarità.

Gli adolescenti oggi sono tutti muniti di cellulari, la quasi totalità ha un cellulare touch screen e molti di loro hanno il collegamento ad internet sul telefono.

Se da un lato il cellulare fornito ad un ragazzino alle prese con le prime uscite in autonomia può essere uno strumento di controllo e reperibilità per il genitore, dall’altro può portare ad un uso scriteriato, per divertimento, fino ad arrivare ad essere una vera e propria fissazione.il sexting, ovvero autoscatti in posa sexy

Il gioco di far bella mostra delle proprie virtù (poco) nascoste delle ragazze può essere molto pericoloso.

Una volta inviata una foto, questa non è più recuperabile, la si depone, magari anche con fiducia, nelle mani di qualcuno che può decidere di farne cattivo uso magari condividendola in rete, copiandola, inoltrandola ad amici e conoscenti con la logica conseguenza di imbarazzare la protagonista e mostrare immagini compromettenti che inquinano la reputazione della persona.

Può essere anche uno strumento di ricatto: un fidanzato lasciato può vendicarsi pubblicando le immagini osé o ricattando la protagonista al fine di ottenere favori o estorsioni.

La reputazione della protagonista, una volta diffusa l’immagine, viene macchiata con forti conseguenze emotive.

Ovviamente esistono conseguenze legali da parte di chi condivide foto magari con ragazze protagoniste minorenni; l’accusa è pesante e perseguibile penalmente.

Incorrere in situazioni simili può veramente rovinare la vita del soggetto e di chi gli sta intorno.

E’ importantissimo il ruolo di genitori ed insegnanti che sono moralmente deputati ad informare figlie studenti circa i pericoli, in cui si può incorrere, giocando così. Gli adulti devono spiegare chiaramente quali possano essere le conseguenze sia per il soggetto che si propone come protagonista di tali foto sia per coloro che si rendono complici della diffusione delle immagini.

Il corpo è la rappresentazione tangibile di noi stessi, bisogna imparare a rispettarlo perché in questo modo rispettiamo noi stessi.

il sexting, ovvero autoscatti in posa sexy Il rifiuto di sottoporsi a questa moda, anche quando venga richiesta da una persona a cui siamo sentimentalmente legati, non equivale ad una prova di non amore, ma ad una manifestazione di rispetto verso il proprio corpo.

E’ di questi giorni la notizia della scoperta di un sito internet a cura di un indagine della polizia postale su Catania, in cui compariva una raccolta di foto hard di minorenni. Dopo aver oscurato il sito, le indagini hanno portato al responsabile: si tratta di un ragazzo di soli 14 anni che raccoglieva le immagini spinte delle sue compagne di scuola.

La tendenza è realmente disarmante.

Il raggiungimento delle autonomie dei nostri figli è una tappa importante e inderogabile, a noi genitori spetta il difficile compito di monitorare che tali autonomie siano inserite in un contesto sano e rispettoso. Spesso quest’ultimo concetto sfugge per tante cause, ma è importante recuperare una forma di controllo sul figlio, che sia discreta da un lato ma che lo metta al sicuro dal pericolo.


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